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Non gli dà i soldi per andare a ubriacarsi: 52enne picchia l’anziana madre con un punteruolo

Un 52enne è a processo per maltrattamenti: avrebbe aggredito più volte la madre anziana, fino a colpirla con un punteruolo per avere soldi per andare al bar.
A cura di Francesco Esposito
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Voleva dei soldi per andare al bar a bere con gli amici, ma la madre, anziana, si rifiutava di darglieli. Così un uomo di 52 anni di Veroli, in provincia di Frosinone, l’ha aggredita colpendola anche con un punteruolo e minacciando di ucciderla. Oggi è imputato per il reato di maltrattamenti in famiglia ma, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non si sarebbe trattato di un episodio isolato.

Gli anni di violenze e minacce

In passato, a causa delle violenze ripetute, l’uomo era già stato allontanato dalla casa dei genitori e sottoposto al divieto di avvicinamento alla madre. Come riporta il Messaggero, le misure non avevano fermato la sua aggressività, rivolta soprattutto contro la donna ma sfociata in alcune occasioni anche contro altri familiari. In un caso avrebbe aggredito persino il nipotino, che si trovava in casa dalla nonna: intervenuta per difenderlo, la donna sarebbe stata nuovamente presa di mira dal figlio, che avrebbe iniziato a lanciare oggetti e a minacciarla di morte. Terrorizzata, la madre era riuscita a fuggire e a rifugiarsi dai vicini.

L'episodio che ha portato alla denuncia

Gli abusi sarebbero proseguiti fino all’agosto del 2023. In quell'occasione, nonostante i divieti, il 52enne si sarebbe presentato ancora una volta a casa della madre per ottenere denaro, spesso in stato di alterazione alcolica. Ai rifiuti della donna, secondo l’accusa, reagiva con schiaffi e pugni. In quell’occasione, però, la violenza sarebbe ulteriormente degenerata: l’uomo l’avrebbe colpita con un punteruolo alla schiena e alle braccia, minacciando anche di buttarla dal balcone per costringerla a consegnargli i contanti.

Anche dopo quest’episodio la donna ha trovato riparo dai vicini e si è infine decisa a denunciare il figlio. Ai carabinieri intervenuti sul posto ha raccontato anni di aggressioni e soprusi, confermati da ulteriori testimonianze. Ora sarà il processo a stabilire le responsabilità e fare giustizia.

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