Neonato trovato in chiesa a Roma, il parroco: “Scelto il nome Gregorio, vagiva avvolto tra le coperte”
Gregorio, come San Gregorio Magno, a cui è intitolata la parrocchia di Piazza Certaldo in zona Magliana a Roma, dove è stato lasciato sotto l'altare. È questo il nome che è stato scelto per il neonato trovato all'interno di una busta di plastica della spesa ai piedi del crocifisso oggi pomeriggio, venerdì 6 novembre. Fanpage.it ha intervistato don Giacomo Pavanello, quarantacinque anni, sacerdote da diciassette, originario di Padova, da poco più di un anno parroco della chiesa di San Gregorio Magno e precedentemente nel quartiere Aurelio.
"Il neonato era nudo, avvolto tra due coperte"
Don Giacomo racconta ciò che è accaduto: "Oggi pomeriggio abbiamo visto dalle immagini delle telecamere di sorveglianza che riprendono l'interno della chiesa una persona, non sappiamo se uomo o donna perché era ben coperta, mentre lasciava una busta di plastica della spesa con il piccolo avvolto in due coperte. Era tranquillo e dormiva. Lo ha adagiato ai piedi del crocifisso e se n'è andata. Una ventina di minuti dopo un parrocchiano è entrato per pregare e ha sentito dei vagiti.
Si è avvicinato all'altare, ha scoperto che c'era un neonato ed è venuto a cercarci: era nudo, avvolto tra due coperte. Abbiamo chiamato i carabinieri e un'ambulanza. Nel frattempo lo abbiamo spostato in un ambiente caldo della parrocchia dove vivono alcune consacrate e tenuto con noi fino all'arrivo dei sanitari. Era vispo e sembrava avesse mangiato da poco". Il piccolo è stato poi soccorso dal personale sanitario e trasportato con l'ambulanza all'ospedale San Camillo Forlanini, i medici lo hanno trovato in buone condizioni, sta bene.
"Alla Magliana tessuto sociale variegato, c'è marginalità"
Magliana, come molte periferie di Roma, è socialmente variegata e ci sono varie situazioni, anche di marginalità, spiega don Giacomo. "Cerchiamo di intervenire e aiutare come possiamo, con il sostegno e l'accompagnamento per le necessità delle persone che si rivolgono a noi. Abbiamo un centro di ascolto per i diversi casi, dal sostegno giuridico a quello alimentare; facciamo attività di doposcuola per bambini in difficoltà; siamo in rete con la Charitas della Diocesi di Roma. Non possiamo sapere se questa persona che ha lasciato il neonato in chiesa sia della Magliana, potrebbe vivere nel quartiere, ma anche aver raggiunto la parrocchia da altre zone".
"Siamo scossi ma gioiosi, dolore per la mamma"
E sulla vicenda commenta: "Siamo scossi da quanto è successo, ma al tempo stesso contenti che il neonato stia bene. Da una parte c'è la gioia di essere stati la realtà che ha rappresentato speranza per il futuro di questo piccolo. Dall'altra non possiamo chiudere gli occhi davanti al dramma di una donna, che non ha potuto tenere il proprio figlio. Il dolore di una situazione che si è vista senza via d'uscita. In Italia le donne hanno la possibilità di partorire e di lasciare il neonato in ospedale in sicurezza, in completo anonimato e con tutela legale."