Le carte tutte politiche di Gualtieri per restare sindaco di Roma: casa, clima e trasformazione della città
Casa, adattamento ai cambiamenti climatici, lotta alle diseguaglianze e trasformazione radicale della città. Roberto Gualtieri sceglie temi fortemente politici, e riconoscibili nell'agenda della sinistra, per lanciare la sua campagna elettorale per la riconferma a sindaco di Roma. Non soltanto una città da amministrare, manutenere e "aggiustare", con le parole del primo cittadino. Ma una città da trasformare radicalmente, mettendo al centro le persone e le loro esigenze.
"Mi sono accorto che Roma si può cambiare e trasformare, e la città può essere un alleato e partecipare a questa trasformazione. Mi ricandido per continuare a cambiare questa città", ha detto Gualtieri nel corso dell'intervista realizzata da Serena Bortone all'Auditorium della Conciliazione per il lancio della campagna elettorale in vista delle elezioni 2027. Gualtieri ha ringraziato i partiti e i movimenti che fanno parte dell'attuale maggioranza (Pd, Avs (con Europa verde e Sinistra italiana), Sinistra Civica Ecologista, Demos, Italia Viva, Più Uno, Progetto Civico Italia) ma ha aperto anche ad "altre forze che dall'opposizione hanno costruito un dialogo positivo e importante, soprattutto Azione e Movimento 5 Stelle". All'evento è presente una delegazione dei 5 Stelle con la coordinatrice romana, Linda Meleo, e il parlamentare Francesco Silvestri. Per Azione c'è il segretario romano Alessio D'Amato. Presente in sala anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Non c'è, invece, l'ex sindaca di Roma, Virginia Raggi.
All'evento, infatti, è presente anche la delegazione del Movimento 5 stelle guidata dalla coordinatrice romana, Linda Meleo, assieme all'esponente e parlamentare pentastellato Francesco Silvestri, e tutto il gruppo capitolino, tranne l'ex sindaca Virginia Raggi. Per Azione, oltre al gruppo capitolino, il segretario romano Alessio D'Amato e la deputata Valentina Grippo. I temi decisivi per Gualtieri: l'emergenza abitativa, lotta alle diseguaglianze, l'esigenza per i cittadini di avere servizi pubblici universali ed efficienti, lavoro, giustizia sociale. "Punti qualificanti e molto politici, per sottolineare la grande politicità del nostro messaggio, che allo stesso tempo però è molto concreto, rispondendo alla domanda: Come possiamo migliorare la vita dei romani? Sulla casa abbiamo da subito deciso di farlo diventare un tema centrale e abbiamo deciso di invertire una tendenza: noi non vendiamo il nostro patrimonio, semmai le case popolari le compriamo, perché sono scandalosamente poche", ha spiegato Gualtieri. "Abbiamo alzato al massimo la tassa di soggiorno e con quei soldi abbiamo acquistato le case popolari, abbiamo sostenuto l'emergenza amministrativa con un contributo di 900 euro, abbiamo cominciato a fare le manutenzioni delle case popolari, stiamo lavorando sull'edilizia sociale e abbiamo tentato di fare di questo un tema nazionale ed europeo. Tuttavia, se si vuole colmare il divario con quelle metropoli che hanno un grande numero di residenze pubbliche, serve un impegno del Governo e dello Stato e speriamo di avere presto un altro Governo che ci aiuti davvero ad avere un altro piano casa. Speriamo che l'Europa metta nella cassetti degli attrezzi" gli strumenti per questo tema. "E che costringa i governi ad attivarsi per le politiche della casa, quando ci sono città o regioni in difficoltà".
Il sindaco ha ricordato di avere istituito un'agenzia per la casa, che nasce per rispondere all'esigenza di lavoratori, anziani, studenti, che anche se guadagnano, non riescono ad entrare nel mercato della casa. L'agenzia ha ricevuto 400 domande in due mesi, è previsto un incentivo per i proprietari di casa e un fondo di garanzia che andrà ad assicurare 100 cittadini in caso di morosità".
Per il sindaco, Roma "non deve soltanto essere aggiustata o manutenuta, ma trasformata. Siamo di fronte a cambiamenti così profondi che non è sufficiente aggiustare quello che esiste già, ma cambiare l'organizzazione degli spazi e dei tempi della città. Il primo cambiamento a cui assistiamo è quello climatico. Abbiamo fenomeni climatici estremi che ormai sono il pane quotidiano e dobbiamo rispondere con la riduzione della Co2 dalle auto e dagli edifici, ma anche con politiche di adattamento, cioè con il cambiamento e il ripensamento di luoghi e di spazi. Stiamo facendo la più grande opera di piantumazione della storia della città, con 65 boschi che stiamo creando e 70mila nuovi alberi già piantati. Abbiamo iniziato a occuparci del nostro verde, che era abbandonato, ma la cura del verde è fatta di tante cose: piantare nuovi alberi, curare gli alberi e stiamo curando 70mila alberi l'anno, e poi c'è anche la mortalità degli alberi. Ogni anno sostituiamo l'1,8 per cento degli alberi".