7 Gennaio 2022
15:47

Museo Barracco, dopo 20 anni riapre la domus sotterranea

Il 6 gennaio dopo oltre 20 anni è stata riaperta la domus sotterranea del Museo Barracco. L’intera esperienza dei visitatori e delle visitatrici è guidata grazie all’uso di tecnologia Li-Fi, un’innovazione green che trasmette dati sfruttando la luce.
A cura di Beatrice Tominic
Foto da Facebook.
Foto da Facebook.

Dopo oltre 20 anni, nella giornata di ieri, giovedì 6 gennaio 2022, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco situato in corso Vittorio Emanuele II, ha riaperto le visite alla domus romana sotterranea, rinvenuta nel 1899 mentre erano in corso i lavori per la demolizione di una parte dell'edificio per la costruzione della strada. Le visite al Museo, permesse a piccoli gruppi e fino al 20 febbraio (ma con possibilità di deroga), godono di un'altra innovazione: sia nella domus che nelle altre sale del museo, infatti, è stato allestito un percorso guidato dal sistema tecnologico innovativo conosciuto come Li-Fi.

Questo binomio di novità è stato organizzato per permettere la scoperta del piccolo museo, nato nel 1902 a seguito di una donazione al comune di Roma da parte del barone a cui è intitolato, Giovanni Barracco, collezionista di oggetti mediorientali antichi (appartenenti alle grandi civiltà mesopotamiche, a quella egizia, alla fenicia e alla partica), oltre a quelli dei più vicini etruschi, greci, romani, italici e ai più recenti manufatti medievali.

La tecnologia innovativa del Li Fi

Li -Fi è l'acronimo di Light Fidelity ed indica la tecnologia senza fili, fra le più moderne e sostenibili, che permette di trasferire i dati attraverso la luce. Nel particolare, l'installazione nel museo permette di inviare informazioni e immagini (ma anche tracce audio per le persone non vendenti) in modalità wireless, dagli appositi faretti LED a dispositivi mobili dotati di fotocamera come quelli dei visitatori e delle visitatrici a fronte del download dell'apposita applicazione. Per visionare l'approfondimento offerto tramite il sistema Li Fi, basta posizionare lo smartphone o il tablet sotto alla luce del faretto LED.

Dalla pagina Facebook
Dalla pagina Facebook "Museo Barracco"

Il progetto Li-Fi introdotto nel museo fa parte dei 43 vincitori, su 126 idee proposte, del bando "L'impresa fa Cultura" indetto dalla Regione Lazio per promuovere tecnologie innovative nel mondo della cultura, è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e è stato presentato dalle aziende To Be Srl, DB Ingegneria dell’immagine Srl e Tecno Electric Srl con il sostegno dell’Unione Europea. L'idea di utilizzare questa tecnologia innovativa nel Museo Giovanni Barracco, lo porta ad essere fra i primi musei del mondo a dotarsi di un sistema di questo genere. Il Li-Fi, negli spazi del museo, è presente, nello specifico, in 14 punti di interesse: 9 di questi si trovano fra il piano terra e il primo, mentre gli altri 5 sono nella domus sotterranea.

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La Casa Romana: domus sotterranea del Museo Barracco

Sotto all'edificio che ospita il museo, viene resa nuovamente accessibile al pubblico anche la domus sotterranea. Scoperta per caso, come abbiamo anticipato, nel 1899, la Casa Romana risale al IV secolo d. C., come primo passo per una valorizzazione del sito, resta aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 16 fino a domenica 9 gennaio, mentre fino a domenica 20 febbraio è visitabile nei giorni del weekend, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10 alle 16 con ingresso gratuito. Le rovine della domus, un peristilio con colonne e i resti di pavimenti in marmo, che oggi si trovano a circa 4 metri dal livello della strada, non sono state visitabili per oltre 20 anni, dal 2000.

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