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Dopo anni di abbandono riapre il Teatro Valle, Gualtieri: “Il 16 ottobre la prima con Pirandello”

Il gioiello di via del Teatro Valle riaprirà in autunno per la prima della stagione 2026/2027, con una versione rivisitata di Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.
L’interno del Teatro Valle Franca Valeri prima del restauro
L’interno del Teatro Valle Franca Valeri prima del restauro

Il 16 ottobre i sei personaggi di Pirandello tornano a casa in occasione della riapertura dello storico Teatro Valle Franca Valeri di Roma, chiuso dal 2010. La sala settecentesca sarà riaperta al pubblico con lo spettacolo di e con Francesco Piccolo. La prima è stata annunciata oggi giovedì 21 maggio al Teatro Argentina dal sindaco Roberto Gualtieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione del calendario della stagione teatrale 2026/2027.

Il teatro riparte con una versione inedita del capolavoro di Pirandello

Dopo 16 anni di abbandono, il 16 ottobre 2026 si rialzerà il sipario sul teatro intitolato a Franca Valeri. E lo farà con il capolavoro di Luigi Pirandello, che qui debuttò il 9 maggio 1921, più altri 14 spettacoli di prosa. Ma quella che andrà in scena in autunno non sarà l'opera classica dell'autore siciliano,  bensì una versione rivisitata dal titolo "La sera della prima. Sei personaggi in cerca d'autore al Teatro Valle" e che ripercorrerà quello che accadde in sala quando lo spettacolo andò in scena per la prima volta: una dura contestazione del pubblico, indignato per la rottura con gli schemi tradizionali dell'epoca, prima del meritato trionfo a Milano e nel resto del mondo.

La rinascita dopo i problemi strutturali e la scomparsa dell'Eti

La sala ha chiuso i battenti nel 2010 a causa della soppressione dell'Ente teatrale italiano, che ne gestiva le attività e il personale. A questa improvvisa cessazione amministrativa si sono aggiunti gravi problemi strutturali e di sicurezza del palcoscenico e degli impianti, che hanno reso lo storico stabile di Roma non più agibile. Una serie di circostanze che hanno portato alla mobilitazione degli artisti e delle maestranze: il teatro è stato occupato tra il 2011 e il 2014, diventando un luogo di incontro per gli addetti ai lavori, con spettacoli improvvisati, concerti, incontri e dibattiti.

Alla protesta hanno preso parte nomi di peso del panorama attoriale italiano, oltre a cantanti, scrittori e intellettuali, ma l'attenzione è andata scemando. Nel tempo, in tanti non sono più passati su quel palco e le attività sono diventate sempre di meno. A nulla è valso nemmeno il tentativo di autofinanziamento messo in piedi dai cittadini del rione Sant'Eustachio. Così, alla fine, l'occupazione è diventata puramente abitativa.

Il Campidoglio: "Un lavoro gigantesco e complesso da 11 milioni"

Nell'agosto del 2014 il comune si è riappropriato dello spazio, ma i lavori di riqualificazione e restauro sono stati presentati solo il 9 marzo 2023. Nel suo intervento, il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di "un lavoro gigantesco fatto con 11 milioni di euro provenienti dalle casse di Roma Capitale", evidenziando come "oggi i teatri giustamente hanno norme e requisiti che prima non c'erano, con dei vincoli complessi. È un lavoro gigantesco. Adesso si sta concludendo il cantiere, la data è il 16 ottobre e ci sono tutte le condizioni per arrivarci", ha concluso il primo cittadino.

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