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Yirelis Peña Santana uccisa a coltellate a Frosinone, chiesti 16 anni per Sandro Di Carlo

Il procuratore generale ha chiesto 16 anni di reclusione per Sandro Di Carlo per l’omicidio di Yirelis Peña Santana. La 34enne è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione a Cassino a maggio del 2023. L’11 giugno 2026 la sentenza d’Appello.
A cura di Alessia Rabbai
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Yirel Peña Santana
Yirel Peña Santana

Sedici anni di reclusione è la richiesta che il procuratore generale ha avanzato nei confronti di Sandro Di Carlo, a processo per l'omicidio di Yirelis Peña Santana. Ieri c'è stata l'udienza a Roma per le discussioni di procura generale e parti civili, mentre la setenza d'Appello è stata fissata per giovedì 11 giugno 2026 è fissata. Il pg ha riconosciuto l'imputato, difeso dagli avvocati Sandro e Vittorio Salera e Alfredo Germani, capace di intendere e di volere, ma non l'aggravante per futili motivi. I familiari di Santana sono rappresentati dall'avvocato Marco Rossini. La trentaquattrenne di origini dominicane è stata uccisa a coltellate nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 maggio 2023 e ritrovata il giorno dopo nella sua abitazione in via Pascoli a Cassino, in provincia di Frosinone.

Sandro Di Carlo condannato a 14 anni in primo grado

Il processo in cui è imputato Sandro Di Carlo, imprenditore ventinovenne di Cassino, in primo grado ha visto una condanna a quattordici anni di carcere a luglio 2025. Di Carlo è stato arrestato dagli investigatori della Polizia di Stato del commissariato di Cassino e della squadra mobile di Frosinone a tre giorni di distanza dall'omicidio.

A incastrarlo è stata un'impronta delle sue calzature ritrovata sul luogo del delitto e le scape ancora macchiate di sangue. Nei suoi confronti il pubblico ministero aveva chiesto 24 anni di carcere. La Corte d'Assise di Cassino aveva riconosciuto le attenuanti del vizio parziale di mente.

L'omicidio di Yirelis Peña Santana

Yirelis Peña Santana aveva trentaquattro anni, era originaria di Jima Abajo La Vega nella Repubblica Dominicana e prima di essere uccisa a coltellate si era trasferita nel Frusinate da circa un mese. Prima di arrivare a Cassino è stata a Genova e Vercelli. Il giorno in cui è stata trovata morta a dare l'allarme è stato un vicino di casa, che ha visto la porta dell'appartamento socchiusa. L'uomo avrebbe dovuto controllarle la linea del gas, quando ha visto del sangue all'ingresso e ha chiamato le forze dell'ordine.

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