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Muore in moto per una buca su via Salaria, dirigenti comunali condannati a un anno e 4 mesi

La Polizia Locale di Roma Capitale aveva avvertito più volte il Simu delle condizioni della strada, ma i dirigenti comunali non hanno mai fatto nulla.
A cura di Natascia Grbic
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Due dirigenti del dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu) sono stati condannati a un anno e quattro mesi per omicidio stradale. Nelle motivazioni della sentenza pubblicate dopo la condanna, riportate da Il Corriere della Sera, il giudice scrive che i due sarebbero responsabili della morte di Francesco Caporale, un uomo di 49 anni morto il 22 dicembre 2016 in un incidente con la sua moto su via Salaria. Caporale è caduto dal mezzo a causa di una delle tante buche che disseminavano la strada: 57 per la precisione. Un numero molto alto, e che aveva già creato problemi alla viabilità: diversi gli incidenti, fortunatamente senza gravi conseguenze, che si erano già verificati e per i quali la Polizia Locale aveva chiesto l'intervento urgente del Simu per riparare la strada. Nulla era stato fatto però: solo dopo la morte di Caporale un'azienda è stata incaricata di riparare il manto stradale.

Secondo quanto scritto dal giudice nelle motivazioni della sentenza, i due funzionari sarebbero colpevoli in modo ‘diretto ed esclusivo' dell'incidente costato la vita a Francesco Caporale. Già dal 9 agosto del 2016, come risulta dalle comunicazioni, la Polizia Locale di Roma Capitale aveva scritto al Simu chiedendo un intervento urgente. "Il personale riscontra che il manto stradale è dissestato. Si chiede di provvedere (…) al fine di garantire l’incolumità pubblica". A questa seguono altre comunicazioni, ma senza che nessun intervento sia stato eseguito. Secondo quanto dichiarato dai dirigenti – uno dei quali imputato nel processo per la morte di Elena Aubry – non ci sarebbero state le risorse economiche per riparare la strada. Che è rimasta piena di buche, fino alla morte di Caporale, avvenuta qualche mese dopo le segnalazioni.

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