Morto Stefano Virgili, il “mago delle casseforti”: con Carminati nella rapina del secolo al Tribunale di Roma

È morto a 76 anni Stefano Virgili, rapinatore e poi imprenditore conosciuto nel mondo della malavita di Roma come "il mago delle vedove". ‘Vedove' è il nome con cui nel gergo del settore si chiamano le cassaforti, e la specialità di Virgili era proprio quella di forzarle, scrivendo il suo nome nella storia delle pagine di cronaca nera. Su tutte quelle relative alla grande rapina del caveau della filiale della Banca di Roma interna al Tribunale di piazzale Clodio nella notte del 17 luglio 1999. Come riporta Adnkronos, è deceduto dopo una lunga malattia che lo ha portato a dover essere ricoverato varie volte negli ultimi anni e i suoi funerali sono in programma per lunedì 27 aprile.
Era lo scassinatore del colpo alla banca del Tribunale di Roma del 1999
Corteggiato da molte ‘batterie' per la sua abilità di ‘cassettaro', ovvero di scassinatore, Virgili fece parte del commando guidato da Massimo Carminati che nel 1999 entrò nella cittadella giudiziaria di Roma a bordo di un furgone camuffato da mezzo dei carabinieri. Quella notte vennero svaligiate 147 cassette di sicurezza in cui avvocati e magistrati erano soliti depositare non solo oggetti preziosi e contanti, ma anche documenti riservati relativi a processi e operazioni di polizia. Il bottino ufficiale è stato fissato a 17 miliardi di lire, ma, secondo gli inquirenti, il vero obiettivo di Carminati e i suoi sarebbero stati i segreti con cui poter ricattare gli uomini di giustizia.
Virgili era soprannominato anche ‘il Duca'
La storia di Virgili è una di quelle da film, fra I soliti ignoti e Romanzo Criminale. Legato per lavoro ai vertici della Banda della Magliana, ma con un suo stile particolare. Era soprannominato anche "il Duca" per l'eleganza nei modi e nel vestire: completi di alta sartoria rigorosamente in doppio petto, cravatte e orologi di lusso. Stile che manteneva anche su strada, dove si muoveva sempre con belle macchine come Rolls Royce e Bentley. Proprio un veicolo di questo modello fu dato alle fiamme da sconosciuti negli anni Duemila: forse un avvertimento legato al processo sulla rapina del Tribunale.
Gli affari con i parcheggi e gli ultimi colpi
In quel periodo sembrava essersi ritirato dalla scene criminali. Insieme alla moglie gestiva una società, la Union Park, che aveva ottenuto la gestione dei parcheggi a pagamento in tutto il quartiere dell'Eur. La concessione fu revocata dopo che il Campidoglio scoprì alcune irregolarità nei prezzi e nel numero delle strisce blu. Inoltre, non smise con i colpi ma spostandosi in Puglia. Nel marzo 2012 partecipò alla rapina del Banco di Napoli di Foggia. Furono scassinate 160 cassette su 400 e la banda si portò via un bottino da 15 milioni di euro. Poco dopo tentarono un altro furto in alcune gioiellerie di un centro commerciale. Virgili se ne è andato a poche settimane da una rapina, quella della Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro a Napoli, che ha molti ha ricordato, per modalità e abilità nello scasso, i suoi colpi.