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Simonetta Kalfus morta dopo una liposuzione, pm chiede il rinvio a giudizio per il chirurgo Carlo Bravi

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Carlo Bravi, indagato per la morte di Simonetta Kalfus con l’accusa di omicidio colposo. A marzo 2025 il medico l’ha sottoposta a liposuzione.
A cura di Roberto Abela
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Simonetta Kalfus
Simonetta Kalfus

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il chirurgo Carlo Bravi, indagato per omicidio colposo per la morte di Simonetta Kalfus. Deceduta il 18 marzo 2025 all'ospedale Grassi di Ostia, la 62enne si era sottoposta dodici giorni prima a un intervento di liposuzione nello studio Argos del medico, in viale Tito Labieno, in zona Tuscolana. Per l'accusa il laboratorio sarebbe stato sprovvisto dei requisiti per svolgere qualsiasi tipo di attività medica e su questa base poggerebbe la richiesta di rinvio a giudizio.

Chiesto il rinvio a giudizio per tre persone

Il 6 marzo dello scorso anno, però, Bravi non era da solo quando ha operato la dirigente bancaria in pensione: con lui nello studio c'era anche Francesco Iandimarino, anestesista. Anche per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio colposo. Ma c’è una terza persona coinvolta nelle indagini e per la quale il pubblico ministero ha sollecitato il processo, per lo stesso reato. Si tratta di Eleonora Valletta, medico della casa di cura Sant’Anna a Pomezia. È la dottoressa che il 13 marzo 2025 ha visitato Kalfus, sette giorni dopo la liposuzione. Per l’accusa, avrebbe lasciato andare a casa la donna, nonostante la grave infezione in corso, che ne avrebbe causato la morte.

Bravi coinvolto in varie vicende giudiziarie

Questa non è l'unica vicenda giudiziaria in cui il chirurgo, 74 anni, risulta coinvolto. Il 24 settembre del 2024 Bravi è stato condannato in primo grado a un anno per aver operato Pamela Maggi al seno, nonostante — è la tesi dell'accusa — lo studio Argos fosse privo dei requisiti indispensabili per svolgervi operazioni chirurgiche. Il Tribunale ha contestato l’assenza di un’autorizzazione della Regione e le carenti condizioni igieniche. A seguito della disavventura giudiziaria, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto per Bravi la sospensione di sei mesi dall'attività, ma il 16 luglio era stato sorpreso dai Nas ad operare ancora in un appartamento al Quadraro. Così il 23 luglio il medico è finito ai domiciliari.

La richiesta di rinvio a giudizio nel caso Kalfus va ad aggiungersi ad un'altra per aver operato una donna contro la sua volontà. Secondo l’accusa, avrebbe operato due volte una donna al seno ad inizio 2024, creandole danni permanenti. Il primo intervento sarebbe avvenuto a gennaio, motivato da una mastoplastica additiva che per i pubblici ministeri sarebbe stata priva di riscontri diagnostici. La seconda operazione sarebbe avvenuta ad aprile. In quel caso Bravi avrebbe cercato di porre rimedio agli errori precedenti sedando la paziente contro la sua volontà e costringendola a finire sotto i ferri: in questo caso l'accusa è di lesioni e violenza privata.

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