7 Novembre 2022
14:12

Morto Giulio Maria Corbelli: attivista LGBT+, aveva aperto il primo centro di diagnosi HIV a Roma

Giulio Maria Corbelli è morto a 56 anni. Attivista LGBT+ ed ex direttore di Gay.it, da anni combatteva lo stigma dell’HIV.
A cura di Beatrice Tominic
Foto da Facebook.
Foto da Facebook.

È morto Giulio Maria Corbelli, aveva compiuto 56 anni lo scorso 18 ottobre. Leccese, si era trasferito a Pisa quando aveva 20 anni e dal 2004 si era stabilito nella capitale, dove ha continuato il suo impegno nella comunità LGBT+.

Attivista del movimento, era stato direttore della testata Gay.it fino al 2006 e collaboratore di “Babilonia” e “Pride”. Proprio a Roma aveva dato vita al centro di Plus a Roma, di cui era presidente, già vicepresidente nel direttivo di Plus. Da anni combatteva lo stigma dell'Hiv, senza tralasciare la sua personale battaglia contro la malattia, diagnosticata nel 1997. Nella sua biografia sui social di sé diceva: "Mi occupo di hiv, e abbraccio il metodo scientifico".

Dopo l'esperienza di Bologna, aveva deciso di replicare il modello dei checkpoint nella capitale, in via Isernia. Così anche a Roma è nato uno di questi checkpoint, centri gestiti dalla comunità dove vengono offerti test rapidi per HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale (IST) lontano dalle strutture ospedaliere e in orari comodi.  Nel 2010, inoltre, aveva realizzato insieme ad Andrea Adriatico il film documentario +o- il sesso confuso. Racconti di mondi nell’era Aids che ripercorre l'epidemia di Hiv in Italia a partire dagli anni Settanta fino al 2009.

Il cordoglio di tutta la comunità LGBT+

Da ieri sono molte le persone e le associazioni che stanno manifestando il loro dolore per la perdita di Corbelli.  "Se esistono persone oggi in Italia che possono dirsi sieroconsapevoli o addirittura fieropositive è grazie a lui", scrivono dall'associazione Conigli Bianchi.

"Porteremo avanti quello che abbiamo iniziato insieme. In ogni nostra parola, ogni nostro gesto, in ogni incontro tu ci sarai sempre", hanno invece scritto da Plus Roma. Mentre, dalla stessa associazione nazionale hanno aggiunto: "Se ne va un amico, uno che per qualunque cosa c’era. Se ne va un attivista come ce ne sono rimasti pochi, sempre pronto a raccogliere sfide, sempre in prima linea, preparato, rispettato anche dagli avversari. Dentro a Plus da sempre, attento ai bisogni di chi vive con HIV, creatore e anima di Plus Roma e tanto tanto di più, ma è difficile proseguire fra il dolore e le lacrime".

Non manca il commento di Marilena Grassadonia, la coordinatrice dell'Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale: "Mi stringo agli amici e alle amiche di Plus per la perdita di Giulio, che è grave per l’intera comunità. È stato un punto di riferimento sicuro per chi da sempre lavora per la tutela delle persone LGBT+ sieropositive dal punto di vista sociale, sanitario e umano e per la lotta contro lo stigma che, ancora oggi, le colpisce. Instancabile promotore di conoscenza e consapevolezza, le armi più efficaci contro ogni discriminazione, è anche grazie al suo lavoro e alla sua grande generosità che potremo continueremo a impegnarci per una società migliore".

Persone che hanno conosciuto, lavorato e operato con Giulio lo ricordano con affetto. Molte anche le associazioni: "Le sue interviste furono le prime cose benevole, rassicuranti in cui mi imbattei dopo la diagnosi. Glielo scrissi, nel marzo 2016, e ringraziandomi, mi disse: "Vedrai che possiamo essere felici lo stesso". Voglio quindi celebrare la sua luce di attivista, divulgatore e ragazzo che, negli anni, ha teso la mano a tantissimi altri ragazzi, cambiando il segno a un’apparente maledizione, riempiendo di senso, nuovo, profondo e condiviso, quel che sembrava dover essere un destino inesorabile di solitudine e vergogna", ha scritto invece, lo scrittore Jonathan Bazzi.

"Siamo sconvoltə e addoloratə per la morte improvvisa di Giulio Maria Corbelli, un amico, un attivista instancabile, gentile, capace – scrivono dal circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli – Insieme a lui e agli amici di Plus Roma e Plus Bologna abbiamo portato avanti tante battaglie, iniziative e progetti. Un esempio per tutta la community di persone con HIV e sierocoinvolte, ci mancherai".

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