video suggerito
video suggerito

Morte di Leonardo Fiorini, i legali dell’amico indagato: “Infondata l’ipotesi di omicidio volontario”

David Stojanovic è indagato per la morte dell’amico Leonardo Fiorini precipitato dal balcone di un b&b a Roma, ma cade l’accusa di omicidio volontario. I legali: “Possiamo difenderci al meglio”.
Immagine

"Siamo sollevati dall'eliminazione dell'accusa di omicidio volontario, che era apparsa da subito infondata", così l'avvocato Nicola Madìa, legale di David Stojanovic, ha commentato a Fanpage.it la chiusura delle indagini sulla morte di Leonardo Fiorini, ragazzo di 27 anni precipitato dal balcone di un bed and breakfast di via San Calepodio, quartiere Monteverde a Roma, il 13 novembre 2025. Stojanovic, 26 anni, si trovava con lui al momento della caduta e ora rischia il processo per cessione di stupefacenti, morte come conseguenza di un altro reato e omissione di soccorso.

Il legale di Stojanovic: "Convinti di poterci difendere"

"Siamo convinti di poterci difendere al meglio contro i capi d'accusa individuati dalla procura", ha aggiunto l'avvocato, che ha ribadito come anche i familiari dell'indagato siano sollevati dalle conclusioni del pubblico ministero Francesco Saverio Musolino, titolare dell'inchiesta. Non ci sarebbero elementi per dimostrare che Stojanovic abbia spinto l'amico giù dal balcone. I due erano amici dagli anni del liceo e non sarebbe stato trovato alcun movente. Le testimonianze dei vicini, poi, sono contrastanti. Stesso motivo per cui la giudice per le indagini preliminari aveva deciso di revocare gli arresti domiciliari subito dopo la tragedia. Se alcuni sostengono che Stojanovic ha tentato di aiutare l'amico e di afferrarlo prima che cadesse nel vuoto, una coppia di vicini ha riferito di averlo visto spingere Fiorini più volte.

I pm: "Stojanovic sapeva che Fiorini aveva già reagito male alla cannabis"

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, quindi, Leonardo Fiorini avrebbe avuto un attacco psicotico dovuto al consumo di cannabis – di cui sono risultate tracce nelle urine ma non nel sangue – sostanza che gli sarebbe stata offerta proprio dall'amico con cui condivideva il b&b. Ma Stojanovic, sostengono i pm, sapeva che l'amico non era un consumatore abituale e che in un'altra occasione, mentre si trovavano in campeggio loro due, aveva reagito male a una canna che si erano fumati insieme. L'episodio è stato raccontato, come riporta il Messaggero, da un'ex fidanzata di Fiorini, chiamata al telefono dal suo ragazzo in preda a un attacco di panico. Contestata anche l'omissione di soccorso. Stojanovic non avrebbe soccorso l'amico nè chiamato aiuto con la necessaria tempestività.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views