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Leonardo Fiorini caduto dal balcone a Roma, indagato l’amico: “Gli ha fatto fumare una canna e non l’ha aiutato”

David Stojanovic non è accusato di omicidio volontario per la morte di Leonardo Fiorini, precipitato dal balcone di un b&b a Roma. La famiglia della vittima: “Non condividiamo la ricostruzione dei pm”.
Leonardo Fiorini e David Stojanovic
Leonardo Fiorini e David Stojanovic

Non sarebbe stato un omicidio volontario, ma David Stojanovic, 26 anni, rischia di andare a processo per la morte dell'amico Leonardo Fiorini, 27enne di Isola del Liri, in provincia di Frosinone, precipitato dal balcone di un bed and breakfast di via San Calepodio, quartiere Monteverde a Roma, lo scorso 13 novembre. L'inchiesta del pubblico ministero Francesco Saverio Musolino si è chiusa con l'accusa di aver ceduto alla vittima l'hashish che gli avrebbe procurato una reazione psicotica e di non averlo soccorso nè chiamato aiuto con la necessaria tempestività. "La famiglia non condivide assolutamente questa tesi accusatoria", commenta a Fanpage.it l'avvocato Danilo Iafrate, legale dei familiari di Fiorini, "contrasta sia con le testimonianze oculari , sia con le perizie del medico legale e l'esame tossicologico".

Le testimonianze contrastanti sulla morte di Leonardo Fiorini

Cessione di stupefacenti, morte come conseguenza di un altro reato e omissione di soccorso. Sono questi i capi d'accusa. Non omicidio, ma azioni che hanno poi portato alla morte di Fiorini, informatico presso il Ministero della Difesa. Non ci sarebbero, infatti, gli elementi per dimostrare che Stojanovic abbia spinto l'amico giù dal balcone. In particolare, non ci sarebbe il movente. I due erano amici da molti anni, dai tempi del liceo.

Sulla ricostruzione dei fatti le stesse testimonianze dei residenti della strada, affacciati al balcone dopo aver sentito delle urla, sono contrastanti. Alcuni sostengono che Stojanovic avrebbe preso per i piedi l'amico nel tentativo di aiutarlo e ha iniziato a gridare dal balcone di portare giù dei materassi per attutire la caduta. Altri, una coppia di vicini, prima lo avrebbero visto spingere più volte Fiorini, e gli avrebbero gridato di lasciarlo stare.

L'autopsia e gli esami tossicologici

Ci sono poi i risultati dell'autopsia, che hanno portato alla luce, oltre alle lesioni traumatiche da caduta, anche segni compatibili con una violenta colluttazione. Le analisi tossicologiche non avevano evidenziato la presenza di molecole di THC (composto psicoattivo della cannabis) nel sangue di Leonardo Fiorini, ma risultava, invece, dall'analisi delle urine.

Come riporta il Messaggero, inoltre, l'impianto della procura si basa anche sulla testimonianza di una ex fidanzata della vittima. La ragazza avrebbe raccontato di un episodio particolare accaduto anni prima: Fiorini, non un consumatore abituale di cannabis, l'aveva chiamata in preda a un attacco di panico dopo che aveva fumato una canna mentre era in campeggio proprio con Stojanovic. Secondo i pm, quindi, l'amico avrebbe dovuto considerare i rischi nell'offrire al 27enne lo stupefacente quella sera di novembre.

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