Cercano vendetta, ma sbagliano obiettivo. È successo a Casal Bertone, dove due uomini hanno lanciato delle molotov contro un appartamento pensando fosse quello dove abitavano gli uomini con cui avevano litigato al bar poco prima. Ma non era così, e hanno finito per danneggiare la casa di un ignaro vicino. Così sono stati arrestati per incendio doloso e fabbricazione di armo da guerra. Si tratta di un uomo di 41 anni e di un 33enne, il primo è un esponente del tifo organizzato giallorosso. Li hanno prelevati dalle loro abitazioni i carabinieri della compagnia Piazza Dante e della stazione di Casal Bertone. I fatti risalgono allo scorso 29 giugno e dopo due mesi le indagini hanno portato agli arresti scattati ieri mattina

La violenta rissa in un bar del quartiere

A innescare la vendetta con le bombe incendiarie una violenta lite avvenuta poco prima in un bar del quartiere. È sera e ci sono due gruppi seduti a bere. Secondo la ricostruzione dei testimoni, uno dei due arrestati si avvicina al tavolino occupato da due cittadini albanesi insultandone uno. Questo reagisce, si alza e segue l’altro all’esterno. Lì comincia la rissa fra i due gruppi. Volano spintoni e pugni. Uno dei contendenti riceve un pugno in pieno viso e cade in terra svenuto, gli altri si danno alla fuga.

Il piano per la vendetta

A quel punto, la comitiva d'italiani medita la vendetta, e comincia a cercare bottiglie vuote per produrre molotov. In quattro acquistano delle birre nel bar, le consumano e si portano via le bottiglie. Li aiutano due ventenni, che sono stati denunciati per favoreggiamento: hanno cercato di ostacolare le indagini e l’identificazione dei due attentatori.

Incastrati da una bandana rossa

Qualche ora più tardi, l’attacco al palazzo. Lanciano le molotov colpendo l'obiettivo sbagliato. Sul muro dell'abitazione lasciano una macchia nera e nel cortile di un inquilino al pianterreno viene ritrovata una molotov inesplosa. Vengono trovati anche dei pezzi rossi di stoffa, gli stessi usati per formare l’innesco dell'ordigno incendiario. Una traccia importante che sarà determinante nel corso delle indagini. Dall'analisi dei filmati di videosorveglianza, gli inquirenti scoprono che uno dei due arrestati indossava una bandana rossa. È quella che è stata usata per produrre le molotov. Non si esclude che quella bandana possa essere un pezzo di una sciarpa della Roma. Aspetto che avvalora ancor di più l'ipotesi che uno dei due arrestati sia un ultrà.