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Minacce sul muro di scuola a Torre Spaccata per la strada pedonale: “Morte Laddaga, Grant e Rizzo”

Solidarietà al presidente del VII Municipio Francesco Laddaga, all’assessore Fabrizio Grant e alla presidente del Comitato dei genitori Paola Rizzo, per le minacce di morte sul muro di una scuola a Torre Spaccata. “Non ci facciamo intimidire”.
La scritta con le minacce di morte
La scritta con le minacce di morte

"Morte Laddaga, Grant e Rizzo" è la scritta minatoria comparsa questa notte sul muro esterno della scuola di via Rugantino in zona Torre Spaccata a Roma. Minacce di morte indirizzate al presidente del VII Municipio Francesco Laddaga, all'assessore Fabrizio Grant e alla presidente del Comitato dei genitori Paola Rizzo. Per l'episodio è stata sporta denuncia contro ignoti, al momento non si conosce l'identità dell'autore. L'ipotesi è che le minacce si riferiscano alla strada scolastica, una scelta che ha diviso i residenti tra favorevoli e contrari. Un provvedimento entrato in vigore un anno fa, che riguarda la viabilità nei pressi dei plessi scolastici, con la realizzazione di un'isola pedonale. Una misura prevista per garantire maggiore sicurezza per le studentesse e gli studenti, che ha comportato anche l’eliminazione di alcuni posti auto.

Laddaga: "Non mi sento minacciato"

"Non mi sento in alcun modo minacciato, come Municipio riconduciamo il gesto ad un singolo. Condanno con durezza che una scritta del genere sia stata realizzata sul muro di una scuola, è una ferita per la comunità scolastica" commenta Laddaga contattato da Fanpage.it. "Come istituzioni quotidianamente cerchiamo di trasmettere i valori democratici e sociali, creando un presidio nel quartiere di Torre Spaccata insieme al Comitato dei genitori. Mi dispiace per la presidente del Comitato, una mamma, che stamattina ha visto la scritta mentre accompagnava suo figlio a scuola. E mi dispiace per i bambini e le bambine della scuola.

Come istituzioni continuiamo a credere nella strada scolastica, pur rispettando chi la pensa diversamente e ce l'ha manifestato negli incontri pubblici fatti. Stiamo valutando dei miglioramenti e sono in corso interlocuzioni per la realizzazione di una strada alternativa, per garantire la viabilità. Non ce la sentiamo tuttavia di attribuire questo gesto ai cittadini che hanno manifestato dissenso". La frase è già stata rimossa. Un anno fa, nei giorni immediatamente successivi all'isola pedonale, è apparsa la scritta: "Si raccoglie quello che si semina, riaprite la strada". In quel frangente era chiaro il riferimento alla strada scolastica.

"Non ci siamo mai sottratti al confronto" commenta l'assessore Fabrizio Grant. "Ci dispiace che una frase del genere sia stata realizzata sul muro di una scuola, soprattutto per le minacce rivolte anche alla presidente del Comitato genitori, mamma di un bambino che frequenta quell'istituto. Dispiace aver pensato una misura per il quartiere, che ha portato a un malcontento tale".

Gualtieri: "Intimidazioni non ci faranno cambiare idea"

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha manifestato "piena solidarietà per le gravissime minacce di morte subite" commenta il primo cittadino. "Abbiamo scelto in modo condiviso di rendere quell'area più sicura e fruibile per famiglie e studenti e non saranno certo queste intimidazioni a farci cambiare idea".

L’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro Claudia Pratelli ha dichiarato come scritte di questo tipo su una scuola significa "violare un luogo educativo e colpire non solo le persone direttamente coinvolte, ma anche il significato stesso della scuola come presidio democratico, spazio di confronto e di crescita civile. Il messaggio che si trasmette a bambine, bambini, ragazze e ragazzi è il più antieducativo possibile: che nel conflitto politico siano accettabili l'odio, l'intimidazione e persino la minaccia della violenza. Una deriva intollerabile che va condannata con la massima determinazione".

Bonafoni: "Fatto gravissimo e inaccettabile"

Ad intervenire sull'accaduto anche Marta Bonafoni,  consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo. Bonafoni ha definito la scritta minatoria: "Un fatto gravissimo e inaccettabile. A loro va tutta la mia solidarietà personale e politica. Le scelte amministrative possono e devono essere discusse, anche con durezza, ma mai si può oltrepassare il confine della civile convivenza e della democrazia. Minacce di morte rivolte a rappresentanti delle istituzioni e a una cittadina impegnata per la sicurezza delle bambine e dei bambini colpiscono tutta la comunità democratica. Confido che i responsabili vengano individuati rapidamente".

E Massimiliano Valeriani, consigliere regionale del PD: "Quanto accaduto è gravissimo, evidentemente per alcuni, non solo la sicurezza delle giovani generazioni non è così importante, ma questi individui ritengono che chi propone queste misure, che rimettono al centro le persone, meriti addirittura la morte. Confido che i responsabili di questo atto vigliacco vengano individuati e perseguiti, perché non può esserci nessuno spazio per queste intimidazioni".

Cgil Roma: "Minacce morte inaccettabili, solidarietà"

Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli ha definito le scritte intimidatorie e le minacce apparse sui muri della scuola di via Rugantino "un fatto gravissimo e inaccettabile. Le opinioni possono essere diverse sulle scelte amministrative e sul modello di città e di vivibilità, ma non possono mai degenerare in odio, intimidazioni e violenza. Minacce e vandalismi non appartengono alla dialettica democratica e devono essere condannati senza ambiguità”.

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