Medico del pronto soccorso preso a pugni al Goretti di Latina: per fermare l’aggressore è servita la sedazione

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Immagine realizzata con AI
Un medico di 48 anni è stato aggredito al pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina da un 32enne in forte stato di alterazione. Colpito anche un addetto alla sicurezza intervenuto per fermarlo.

Ancora un’aggressione in ospedale ai danni del personale sanitario. Questa volta a essere stato aggredito è un medico di 48 anni che lavora al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Secondo quanto emerso, un uomo di 32 anni era arrivato in ospedale in forte stato di alterazione, ena volta al pronto soccorso ha cominciato a dare in escandescenze durante la visita. Mentre il dottore stava provando a visitarlo, il 32enne gli ha dato un pugno in faccia, causandogli un trauma facciale con una prognosi di cinque giorni.

Il medico, per evitare di essere colpito di nuovo, si è allontanato, mentre un addetto alla sicurezza è intervenuto per bloccare il 32enne. Non è stato facile: anche l’addetto alla sicurezza è stato colpito dall’uomo con uno schiaffo. Per fermarlo è stato necessario non solo l’intervento degli agenti della Squadra Volante, ma anche una sedazione, perché non ne voleva sapere di calmarsi.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali ai danni di personale sanitario e addetti alla sicurezza. Processato per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma tre volte a settimana, mentre il processo è stato rinviato al 16 novembre. In quella data potrebbe arrivare la sentenza.

Il problema delle aggressioni ai danni del personale sanitario è ormai purtroppo noto e riguarda tutta Italia. Tante volte medici, infermieri e operatori hanno chiesto di intervenire per far sì che siano maggiormente tutelati nell’esercizio del loro lavoro. Molto spesso, soprattutto quando si trovano ad avere a che fare con pazienti in forte stato di alterazione a causa dell’assunzione di alcol o droghe, può essere complicato interagire con loro e le situazioni di rischio aumentano. Lo stesso può accadere quando devono purtroppo dare cattive notizie ai familiari e può succedere che questi, anche per il dolore del momento, se la prendano con i medici. Sono episodi estremamente incresciosi, che non permettono agli operatori sanitari di lavorare con la serenità e la tranquillità necessarie, come invece il loro ruolo richiede anche per garantire la sicurezza di tutti.

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