Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, ha annunciato che gli sarebbe stato chiesto di candidarsi a sindaco di Roma. "Io sono romano di sette generazioni, conosco ogni sanpietrino di questa città", ha detto a Giorgio Lauro e a Geppi Cucciari nel corso della trasmissione ‘Un giorno da pecora' in onda su Rai Radio Uno. E così i due conduttori gli hanno chiesto un parere sulle prossime elezioni comunali e sul totosindaco: "Io sono un po' presuntuoso, faccio arte, sono un artista di strada. La politica non mi interessa molto ma se dovessi candidarmi, visto che tutti mi tirano dalla giacchetta…Si me l'hanno chiesto e lo avevano già fatto quattro anni fa". ‘Con il centrodestra o con il centrosinistra?', hanno chiesto i due presentatori. E Ferrero ha glissato: "Io vorrei fare una cosa serissima: andare da solo, con una bella lista civica. Certo, vota Ferrero per un voto sincero. Vinco a mani basse. Non sarei contro nessuno ma a favore della città in cui sono nato".

Ferrero: "A Roma ho dodici sale, due sono aperte ma la gente non ci viene"

Il patron dei Ferrero Cinema ha raccontato anche il momento difficile che sta vivendo il mondo del cinema: "Io sono l'uomo più penalizzato d'Italia, è la verità, lo dicono i fatti. Perché sono un esercente di cinema e faccio e calcio. E lo Stato non ha dato un euro di aiuto al calcio mentre i cinema praticamente sono chiusi. Io a Roma ho 12 sale, al cinema Adriano ho aperto due sale ma la gente non ci viene, le due sale sono vuote, allo Stato non frega niente della cultura e allo sport". In merito alla decisione di limitare gli ingressi allo stadio a sole mille persone Ferrero ha dichiarato: "E' una cosa che non ho mai capito, ci sono dei ‘professoroni' che paragonano le discoteche agli stadi. Queste persone devono stare attente perché stiamo andando a rovinare lo sport più bello del mondo. Ma se allo stadio Olimpico, dove c'è una capienza di 70mila posti, ne metti 20 mila, nemmeno li vedi".