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9 Dicembre 2020
21:35

Massacrato dal branco al parcheggio della Nuvola finisce in coma. Il padre: “Mio figlio come Willy”

Colpi micidiali hanno prodotto fratture multiple sul volto e sballottato il tessuto cerebrale all’interno della scatola cranica. La perizia del pestaggio subito da Giulio di Curzio ricorda quella di Willy Monteiro. Per l’aggressione del diciassettenne di Ostia sono imputati quattro ragazzi, che devono rispondere di lesioni aggravate.
A cura di Alessia Rabbai
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"Quando ho letto la consulenza sui quattro ragazzi che hanno pestato mio figlio ho pensato a Willy Monteiro Duarte, il cuoco ventunenne di Paliano ucciso a Colleferro". Sono le parole di Roberto, papà di Giulio di Curzio, il diciassettenne di Ostia preso di mira durante una serata alla discoteca di Roma Sud Room 26, massacrato di botte dal branco e finito in coma, ritrovato privo di sensi diverse ore dopo nel parcheggio della Nuvola di Kuksas il 7 ottobre del 2017. Il Corriere della Sera ha riportato il contenuto dell'ultima udienza, in cui il professore Vittorio Fineschi, autore di una consulenza di parte, attribuisce responsabilità precise ai quattro ragazzi coinvolti del pestaggio, nello specifico Giorgio Atturi, Luca Natalizi, Patrizio Pintore, Francesco Pea, accusati di lesioni aggravate. Un quadro clinico radiologico quello di Giulio Di Curzio che è compatibile con quello dei pugili o dei lottatori di Mixed Martial Arts (Mma). "Colpi micidiali hanno prodotto fratture multiple sul volto, ma soprattutto hanno provocato accelerazioni e decelerazioni sul parenchima (tessuto ndr) cerebrale, che è stato violentemente sballottato all’interno della scatola cranica".

Giulio massacrato di botte dopo una serata in discoteca

I fatti risalgono a tre anni fa, al termine di una serata in discoteca alla quale Giulio aveva partecipato, all'insegna del divertimento, che ha sfiorato per poco la tragedia. A dare l'allarme chiamando i genitori del ragazzo è stata la cugina, che ai suoi zii ha detto che c'era stata una lite e lui era scomparso. Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine all'origine del pestaggio ci sarebbero degli apprezzamenti non graditi rivolti alla cugina, che il giovane ha difeso, per poi essere picchiato una volta uscito dal locale. A ritrovarlo il mattino seguente, esanime, nel parcheggio della Nuvola il custode, ritrovamento al quale hanno fatto seguito quindici giorni di terapia intensiva e due mesi di riabilitazione.

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