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29 Novembre 2022
10:48

Badante e compagno picchiano anziano a morte: “Festini dentro la casa, volevano prendersela”

Il corpo dell’uomo era stato ritrovato in un’abitazione al Trullo, alla periferia di Roma. A ucciderlo una coppia, che poi aveva cercato di fuggire.
A cura di Natascia Grbic
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Hanno picchiato un 63enne fino ad ammazzarlo di botte. Alessandra Casali e il convivente Roberto di Renzo, 54 e 41 anni, sono stati condannati rispettivamente a sette e dodici anni di reclusione con l'accusa di omicidio preterintenzionale: sono loro che nella notte di maggio 2017 hanno preso a calci e pugni l'anziano fino a ucciderlo. I due sono stati rintracciati dagli agenti del distretto San Paolo subito dopo che la condanna, emessa dalla Corte di Assise di Appello di Roma, è diventata definitiva.

I fatti risalgono a cinque anni fa, a maggio 2017. Gli agenti del distretto San Paolo erano intervenuti, su richiesta del 118, in un appartamento al Trullo, quartiere alla periferia di Roma, per la morte sospetta di un uomo. Il 63enne, Vincenzo Fortini, era stato infatti trovato già deceduto nella sua abitazione: a un primo esame esterno però, i sanitari hanno avuto immediatamente dubbi sulle cause del decesso. Ben visibili sul corpo erano i segni delle percosse: difficile che si trattasse di morte per cause naturali dati i lividi e le contusioni.

Gli agenti hanno avviato immediatamente le indagini. In poco tempo sono riusciti ad accertare che l'uomo non era morto per cause naturali, cosa che è apparsa improbabile sin da subito, ma per le percosse della coppia, che lo aveva picchiato fino a ucciderlo la notte precedente al rinvenimento del cadavere. Da quanto emerso in sede processuale, sembra che Alessandra Casali, badante dell'uomo, lo costringesse spesso ad assumere farmaci contro la sua volontà. Casali, che viveva nella casa dell'uomo insieme al suo compagno, lo aveva anche portato al San Camillo nei giorni precedenti per fargli fare un tso. I medici avevano però dimesso Fortini, non ritenendolo necessario.

Tra le ipotesi, il fatto che Casali temesse di essere cacciata da quella casa, dove aveva fatto andare a vivere il compagno. Secondo l'accusa lei e Di Renzo hanno colpito violentemente con calci e pugni il 63enne per costringerlo ad assumere dei farmaci, causandogli un'emorragia cerebrale e lesioni al torace. Lei si è difesa dicendo di averlo solo scosso.

I due, che in questi anni si trovavano in libertà, sono stati arrestati e portati in carcere per scontare la loro pena.

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