Mamma e figlia uccise, si rischia il blocco del processo: “Isolamento ha devastato cervello di Kaufmann”

Domani, lunedì 9 marzo, si deciderà se sospendere o meno per alcuni mesi il processo per omicidio volontario nei confronti di Francis Kaufmann, l'uomo accusato di aver ucciso, strangolandole, la compagna Anastasia Trofimova e la figlia di nemmeno un anno, la piccola Andromeda. A presentare la richiesta per una sospensione temporanea del processo, è stato l'avvocato dell'uomo, Paolo Foti: non si tratta di una richiesta per l'incapacità di intendere e volere, e che escluderebbe quindi l'imputabilità penale. Ma di una richiesta che riguarda un'incapacità transitoria per un deterioramento progressivo delle facoltà mentali dell'imputato. La pausa di alcuni mesi consentirebbe, secondo la richiesta presentata dal legale, di consentire a Kaufmann di ‘rimettersi in sesto', in modo da poter affrontare il processo.
In un'intervista rilasciata a Fanpage.it, l'avvocato Foti aveva dichiarato che i mesi di isolamento cui Kaufmann era stato sottoposto, "avrebbero spappolato il cervello a chiunque". Da capire se i giudici accoglieranno la richiesta della difesa, o se andranno avanti con il processo nei confronti dell'uomo, che a giugno 2025 ha ucciso la compagna e la figlia, nascondendo poi i corpi a Villa Pamphili.
L'accusa non esclude che quella dell'uomo sia una finzione per farsi passare come persona non capace di sostenere il processo. Dopo aver ucciso Trofimova e la piccola Andromeda, infatti, Francis Kaufmann ha in realtà agito con molta lucidità: ha scritto alla madre dicendo che Anastasia lo aveva lasciato portando via la bambina, in modo da giustificare la loro assenza. Ha chiesto dei soldi e ha fatto perdere le sue tracce, andando in Grecia. Per sfuggire all'arresto voleva tornare negli Stati Uniti: e una volta arrestato ha chiesto di essere estradato nel suo paese, forse per avere migliore fortuna in un posto dove quanto accaduto non ha avuto una forte eco mediatica. Non ha mai collaborato con gli inquirenti, e mai ha fornito informazioni – o chiesto spiegazioni – su quanto accaduto a Trofimova e alla bimba.