Foto di repertorio
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Maltrattavano gli anziani ospiti di una casa di riposo di Latina, che è stata chiusa e sottoposta a sequestro. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno arresto tre persone, tra le quali il gestore della struttura socio-assistenziale e una delle operatrici, che dovranno rispondere a vario titolo delle accuse di maltrattamenti, minacce e somministrazione abusiva di farmaci. Le misure cautelari emesse dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Cairo sono scattate oggi, martedì 22 dicembre, al termine delle indagini coordinate dalla Procura nell'ambito dell'operazione denominata ‘Ade'. Al termine degli accertamenti tutti gli ospiti sono stati presi in carico dalla Asl territoriale, che ne ha disposto il trasferimento presso altre strutture.

Minacce e violenze emerse dalle intercettazioni

Le Fiamme Gialle hanno inizialmente scoperto che nella casa di riposo, costituita solo apparentemente nella forma giuridica di Onlus, lavoravano cinque persone in nero. Una punta dell'iceberg dalla quale sono poi venuti alla luce gravi episodi di violenze fisiche psicologiche di cui vittime erano degli anziani ospiti della struttura residenziale. Dalle indagini è emerso come gli anziani erano costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura, oltre che di disagio psico-fisico, subendo quotidianamente offese, insulti e minacce, conversazioni che sono emerse da alcune intercettazioni ambientali.

Gli anziani abbandonati senza cibo né cure

In alcuni frangenti è emerso come gli arrestati somministravano farmaci anche con l'uso della forza, per farli stare tranquilli, li minacciavano di fargli delle punture oppure di lasciarli fuori al freddo. A volte gli anziani rimanevano senza mangiare oppure senza essere lavati o andare in bagno, o ancora gli veniva impedito di parlare al telefono con i propri famigliari. Oltre alle violenze e alle scarse condizioni igieniche, la struttura non rispettava le norme anti contagio da Covid, nessun dispendente della struttura indossava la mascherina, approcciandosi così in maniera pericolosa nei confronti di persone fragili e potenzialmente a rischio.