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Maltempo a Roma, l’Autorità di Bacino: “In 6 giorni più del doppio della pioggia che cade gennaio”

Fanpage.it ha intervistato il segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale su maltempo ed esondazione dell’Aniene.
A cura di Alessia Rabbai
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Esondazione del fiume Aniene (Foto di Massimiliano Umberti)
Esondazione del fiume Aniene (Foto di Massimiliano Umberti)

L'ondata di maltempo che ha interessato il centro Italia compreso il Lazio ha prodotto effetti particolarmente rilevanti su Roma e Latina. Sulla Capitale e sul resto della regione sono caduti alberi e rami, si sono registrati allagamenti di strade e abitazioni con automobilisti estratti dai veicoli e residenti evacuati. Ma soprattutto sono esondati i fiumi, come l'Aniene e si è innalzato il livello del Tevere. Per capire la portata del fenomeno Fanpage.it ha intervistato Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, che ha spiegato come "non si è trattato di pioggia intensa caduta nel giro di poche ore, ma di precipitazioni continue e prolungate", chiarendo come sia "impossibile pensare che i corsi d'acqua non esondino da nessuna parte, che ma è importante la pianificazione, per fare in modo che ciò accada in zone controllate, senza che si verifichino danni a persone o cose".

Segretario, può fornirci una panoramica sulla situazione e sulle aree più colpite dal maltempo?

A Roma dalla mezzanotte del primo giorno del 2026 alle ore 18 del 6 gennaio sono caduti circa 130 millimetri di pioggia, a fronte di una media degli ultimi sei anni per l’intero mese di gennaio pari a soli 56,6 millimetri. In pratica, in sei giorni è caduta più del doppio della pioggia che mediamente cade in tutto il mese di gennaio. Complessivamente nei nove giorni di pioggia tra il 16 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 sono caduti 227 millimetri di pioggia, pari a circa il 41 per cento della pioggia media annua registrata a Roma negli ultimi sei anni. Criticità nella Capitale le abbiamo riscontrate in tante zone con allagamenti a Tiburtina e nel Municipio IV. Roma infatti ha un reticolo idrografico molto esteso, con tanti fossi. L'Aniene è particolarmente vulnerabile, perché riceve l'apporto di numerosi torrenti minori, che ne fanno aumentare rapidamente il volume d'acqua. Il suo corso si sviluppa attraverso tratti caratterizzati da curve strette, come nel caso di Ponte Mammolo, dove si è registrata l'esondazione. Nelle zone di Viterbo e Tarquinia, oltre alle piogge persistenti, si sono verificati espisodi di precipitazioni brevi ma molto intense, aggravando notevolmente la situazione già critica.

L'allerta è passata da gialla ad arancione in poche ore, i sistemi di previsione e monitoraggio hanno funzionato correttamente o servono strumenti più rapidi?

Il sistema di monitoraggio e di allerta della protezione civile funziona molto bene, grazie ai dati che ricevono in tempo reale che gli permettono di sapere ogni 15 minuti quanto piove e il livello dei corsi d’acqua. Ciò che è accaduto rientra nella prevedibilità di ciò che ci aspettiamo. Chiaramente quando ci sono fenomeni particolarmente intensi in poco tempo saperlo prima è più complicato, ma non è stato questo il caso. L'aspetto positivo di eventi come quello registrato è che c'è la possibilità di allertare per tempo la popolazione attraverso la Protezione civile e di fare ordinanze comunali per la chiusura di parchi e cimiteri evitando incidenti gravi. La situazione ora è migliorata, perché ha smesso di piovere, ma bisogna vedere cosa accadrà nei prossimi giorni. Ora i terreni sono saturi di acqua e con il weekend alle porte ci attende una nuova perturbazione. Se dovesse ripetersi una pioggia continua come i giorni passati i danni sarebbero moltiplicati e la situazione diventerebbe più complessa da gestire.

Ci sono territori più vunerabili di altri che richiedono un piano di messa in sicurezza prioritario?

L’Autorità di Bacino si occupa di redigere e aggiornare costantemente la mappatura delle aree a rischio, secondo quanto stabilito dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, che prevede la catalogazione dettagliata di tutti i corsi d’acqua presenti su un determinato territorio e delle relative fasce di pericolosità. Questa attività è fondamentale sia per la Protezione Civile e i cittadini, sia per evitare che vengano costruite abitazioni in prossimità di zone a rischio. Non si può affermare che esistano aree più vulnerabili di altre: è necessario prestare attenzione a tutte quelle situate vicino a fiumi, fossi e aree di bonifica. Nel Lazio, si stima che siano oltre 400.000 le persone che vivono in zone soggette al rischio di esondazione; per questo sono indispensabili interventi di manutenzione, opere mirate e adeguate risorse.

Quali sono gli interventi indispensabili per ridurre il rischio idraulico?

Il tema della manutenzione è il punto debole dei corsi d'acqua. Nel 2024 come Autorità di Bacino abbiamo supportato la Regione Lazio nella sistemazione di ben 6 fossi primari della Capitale e il lavoro è stato enorme: dentro c'era di tutto dalle piante ai rifiuti di vario genere, canali tombati. È fondamentale intensificare al massimo le operazioni di manutenzione ordinaria. Nei centri abitati, riveste particolare importanza la pulizia regolare delle caditoie stradali; a Roma questa attività è particolarmente complessa, considerando che si tratta di centinaia di migliaia di caditoie. La manutenzione deve essere sistematica e continuativa. Inoltre, è essenziale tutelare le aree situate vicino ai corsi d'acqua tramite la costruzione di nuove arginature, come sta avvenendo ad Orte o Monterotondo, o realizzando casse di laminazione che permettano di gestire in modo controllato le eventuali esondazioni.

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