Lo studio: nessuna evidenza che il coronavirus circolasse a Roma tra dicembre 2019 e febbraio 2020

Alcuni ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma hanno inviato alla rivista scientifica Journal of Clinical Microbiology un'indagine di sieroprevalenza che suggerisce come a Roma il nuovo coronavirus non fosse in circolazione prima del mese di marzo del 2020. Altri studi sembrerebbero dimostrare, viceversa, che il virus fosse già in circolazione nel nord Italia nei primi mesi del 2020. I ricercatori del Gemelli hanno condotto, nello specifico, un'indagine di sieroprevalenza su pazienti affetti da HIV che hanno frequentato il Gemelli tra il primo dicembre e il 29 febbraio 2020. Lo studio è stato condotto su 450 pazienti e, questi i risultati condivisi dai ricercatori, non "non ci sono evidenze della circolazione di SARS-CoV-2 nei pazienti affetti da HIV prima di marzo 2020 nella città di Roma". Queste evidenze, spiegano gli scienziati, sembrano essere in contrasto con alcuni studi condotti sulla popolazione del nord Italia in cui viene mostrato come l'infezione da SARS-CoV-2 fosse già in circolazione prima di marzo 2020. "I nostri studi – si legge – suggeriscono che il virus non era in circolazione o comunque in un bassissimo livello nell'Italia centrale tra la popolazione dei pazienti positivi all'HIV" prima della scoperta del cosiddetto paziente 1.
L'indagine di sieroprevalenza sugli effetti della prima ondata
L'indagine nazionale di sieroprevalenza, promossa dall'Istat e Ministero della Salute, condotta tra il 25 maggio e il 15 luglio dalla Croce Rossa Italiana, ha evidenziato che nel corso della prima ondata sarebbero state infettate circa 1 milione 482mila persone, cioè il 2,5 per cento della popolazione. In pratica le persone che sarebbero entrate in contatto con il virus sarebbero 6 volte in più rispetto al totale dei casi ufficialmente diagnosticati. In Lombardia il 7,5 per cento della popolazione aveva conosciuto il virus mentre in Sardegna è stato evidenziato un livello di sieroprevalenza molto basso (0,3 per cento).