“L’Inps mi ha dichiarato morta, per riavere la pensione ho dovuto aspettare mesi”
"Signora, qui risulta che lei è deceduta". È la risposta che si è sentita dare Cristina, nome di fantasia, sessantotto anni, quando ad agosto del 2025 si è rivolta all'Inps, perché non le arrivava la pensione. Un episodio incerdibile, di kafkiana memoria: l'Istituto nazionale della previdenza sociale era in possesso del suo certificato di morte, ma lei era viva e vegeta. Cristina vuole raccontare la sua storia attraverso Fanpage.it: "Ho scoperto di non essere la sola ad essersi trovata in questa disavventura" spiega. "Sono rimasta per settimane senza soldi, perché la mia pensione era bloccata, fortunatamente c'era quella di mio marito.
Mi domando come avrebbe fatto a mangiare una persona che vive da sola, magari già gravata da difficoltà economiche, se si fosse ritrovata da un giorno all'altro, come me, senza denaro". Una situazione che si è risolta nell'arco di circa due mesi, solo dopo le innumerevoli e insistenti richieste di Cristina: "Il sistema, quando viene comunicato il decesso di un cittadino, non ha possibilità di tornare indietro, per cui è stato avviato un nuovo procedimento di pensionamento, come se fossi andata in pensione a settembre per la prima volta".
"Ho chiesto al Comune il certificato di esistenza in vita"
Tutto è partito da fine luglio dell'anno scorso, quando la madre di Cristina è deceduta e il medico legale della Asl ha rilasciato il certificato di morte. "I primi di agosto la pensione non mi è stata accreditata, l'account personale Inps non era più attivo. Quando ho chiamato per chiedere informazioni mi hanno detto che risultavo morta". Una vicenda surreale: "Il medico della Asl aveva compilato per errore anche il mio certificato di morte e lo aveva inviato all'Inps".
A quel punto Cristina, incredula, si mobilita subito, per chiarire il malinteso il prima possibile: "Mi sono rivolta al Comune per farmi rilasciare un certificato di esistenza in vita, con grande stupore degli impiegati" racconta. Poi il passaggio con Inps: "Vado in sede e rilascio il nuovo certificato, a quel punto mi rassicurano che presto sarò contattata da altro impiegato.
Mai accaduto" Nel frattempo l'account personale si riattiva: "Dopo un paio di giorni telefono e spiego situazione; fisso un appuntamento. Dopo due giorni vado all'Inps per la pensione: porto tutta la mia documentazione e certificato esistenza in vita. Mi rassicurano ancora che presto sarò contattata da impiegato per l'erogazione della pensione. Ma non succede".
"Per l'Agenzia delle Entrate ero viva e pagavo le tasse"
Nel frattempo Cristina si rivolge all'Agenzia delle Entrate: "Per loro ero ancora viva e pagavo le tasse. Mi sono fatta rilasciare una documentazione anche da loro, per avere più materiale possibile". Altra documentazione, corretta e attestante l'errore fatto in precedenza, le viene rilasciata dal medico della Asl, che ha sbagliato a inviare il certificato di morte all'Inps.
Cristina spiega a Fanpage.it che la vicenda si è risolta grazie alla sua perseveranza: "Durante tutto il mese di agosto sono stata molto insistente, per cui ho telefonato frequentemente all'Inps, sono andata in sede anche due volte a settimana. Sempre rassicurata, ma non mi è stata mai erogata pensione di agosto. Siamo arrivati alla fine di agosto, sono tornata nuovamente alla sede Inps, e ho trovato finalmente un'impiegata che avrebbe trovato la soluzione, come poi è avvenuto".
"Se risulti per sbaglio deceduto il sistema non può tornare indietro"
In questa disavventura Cristina dice di aver capito che "se risulti per sbaglio deceduto sei deceduto, il sistema dell'Inps non ha possibilità di tornare indietro, neanche per un errore, ma è umano sbagliare, può succedere. Per cui, data questa impossibilità, la soluzione alla fine è stata: attivare un nuovo procedimento di pensionamento, e ora risulta come se fossi andata in pensione a settembre per la prima volta. Il risultato è la pensione settembre erogata a metà mese e arretrato di agosto dopo due mesi".
Ma Cristina non è la sola: "Ho scoperto che è accaduto anche ad altre persone, che non avendo la mia stessa insistenza hanno risolto la loro vicenda con tempi lunghi. Persone che non avendo altre entrate hanno avuto, o potrebbero avere se accadesse di nuovo, difficoltà a fare la spesa, a pagare le bollette o il mutuo della casa. Non si può rispondere a un cittadino: "Non si preoccupi, poi le verranno ridati" se nel frattempo non riesce a mangiare.