Broker sequestrato e torturato a Roma: il trucco del codice d’emergenza e il tatuaggio sul collo a forma di bacio
È stato il tatuaggio sul collo a forma di bacio a "tradire" uno degli aggressori di un broker colombiano specializzato nella conversione di contanti in Bitcoin e USDT finito nelle mani di una banda il 7 giugno del 2026. Un tranello teso nella notte, una disperata fuga finita contro la porta a vetri di un condominio e sette ore di torture tra pistole puntate alla testa e ferite da taglio. Sono alcuni dei particolari che emergono dagli atti dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, Francesco Patrone nei confronti di nove persone. Dietro l’aggressione una ramificata organizzazione criminale transnazionale dedita al narcotraffico.
A muovere le fila del commando era un uomo, noto negli ambienti criminali come "il Presidente". Era al vertice di un sodalizio capace di spostare centinaia di chili di cocaina tra il Sudamerica, la Calabria e le piazze di spaccio della Capitale e del litorale laziale. Dall'inchiesta sono emersi i dettagli della violenta aggressione e di come la vittima abbia impedito transazioni di denaro grazie a un "codice d'emergenza" digitato segretamente sul proprio pc durante il sequestro. Un lavoro che ha portato gli inquirenti a smantellare un'infrastruttura criminale complessa, dotata di telefoni criptati autoripulenti; una raffineria di droga scoperta nel Reggino e una rete di corrieri "ovulatori", ossia persone che trasportano la sostanza stupefacente tramite ovuli nascosti all'interno del corpo.
La trappola e il sequestro
L'uomo colombiano è stato sequestrato e torturato per sette ore. Tutto è cominciato intorno alle 02:30 in un B&B di Casal Bertone. La vittima, un operatore finanziario che lavorava per conto di una società venezuelana, convertendo contanti in Bitcoin e USDT7, è stato attirato in una trappola da una connazionale. Sceso nella hall ha incontrato i suoi aguzzini, guidati dal "Presidente". Cercando disperatamente di sfuggire all'aggressione, la vittima si è lanciata contro la porta scorrevole d'ingresso, sfondando il vetro. Ma è stata bloccata, picchiata e caricata a forza su un'auto.
Il movente è un ritardo nella conversione di denaro in criptovalute
Il movente dell'aggressione sarebbero 7mila euro in contanti, che "il Presidente" aveva affidato alla vittima per la conversione in criptovalute, un'operazione ritardata rispetto ai tempi stabiliti. L'uomo è stato portato con la forza in un'abitazione della Borghesiana, legato a mani e piedi, minacciato con una pistola e ferito con un coltello. È stato poi spostato a Centocelle, mentre la banda, che nel frattempo è riuscita a ottenere le chiavi del B&B, lo ha raggiunto per perquisire la stanza dove l'uomo alloggiava e il garage condominiale. Hanno rubato 8.900 euro in contanti, catene d'oro dal valore di 11mila euro, un Rolex da 20mila euro e un pc portatile.
Il trucco del codice d'emergenza e del tatuaggio a forma di bacio
"Il Presidente" ha portato il computer davanti alla vittima, costringendola a compiere bonifici e trasferimenti d'emergenza. L'uomo è riuscito a digitare intenzionalmente un codice di emergenza sul proprio computer, un meccanismo di sicurezza, che blocca ogni operazione finanziaria, senza che i rapitori se ne accorgano. Ha sventato così il furto dei suoi beni digitali. L'uomo è stato rilasciato la mattina del giorno dopo, i suoi aguzzini lo hanno costretto a cambiarsi gli abiti che erano sporchi di sangue e lo hanno abbandonato in strada. Partite le indagini è stato un tatuaggio a tradire uno degli aggressori: un disegno a forma di bacio che sia la vittima che uno dei suoi aguzzini hanno sul collo e che ha permesso al primo di riconoscerlo.