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Legano un uomo e lo minacciano al collo con una motosega: “Ci devi 300 euro al mese ti facciamo a pezzi”

Legato e minacciato con una motosega elettrica: “Vogliamo 300 euro al mese”. Succede nel Viterbese, dove scattano tre arresti.
A cura di Beatrice Tominic
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Legato e minacciato da tre uomini. "Se non ci paghi ogni mese 300 euro per sempre. O ti facciamo a pezzi", gli hanno detto, puntandolo al collo con una motosega elettrica accesa. È successo nel Viterbese dove, per quanto accaduto, tre uomini sono stati arrestati con l'accusa di estorsione aggravata e sequestro di persona.

Legato alla sedia e minacciato con una motosega: cosa è successo

I fatti risalgono a qualche tempo fa, l'arresto dei tre malviventi ai giorni scorsi. I tre avevano puntato l'uomo. Si tratta di un loro conoscente che è stato aggredito mentre si trovava in casa, a Tarquinia, in provincia di Viterbo. I tre sono riusciti a farsi strada nell'abitazione con una scusa, poi lo hanno chiuso dentro e legato ad una sedia, sottoponendolo a oltre un'ora di violenze, come riportato dalla testa locale Tuscia Web.eu.

Lo hanno preso a calci e pugni. Poi hanno acceso la motosega elettrica. E sotto al rumore assordante hanno continuato a minacciarlo. "Devi darci 300 euro ogni mese per sempre. O ti facciamo a pezzi", gli avrebbero detto, agitandogli la motosega accesa puntando al collo.

Le indagini e l'arresto dei tre malviventi

La polizia è riuscita a ricostruire l'accaduto e a rintracciare i tre nel corso delle indagini coordinate dalla procura di Civitavecchia. Per primo è stato fermato un trentenne, arrestato in flagranza pochi giorni prima nei pressi dell’abitazione teatro dei fatti. Poi, il 19 giugno, sono state eseguite le due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altre due persone, entrambe pregiudicate e residenti a Tarquinia.

Gli agenti del commissariato di Tarquinia e della squadra mobile di Viterbo hanno trasferito in carcere un sessantenne e un quarantaduenne. I tre, oggi a disposizione dell'autorità giudiziaria, avrebbero agito dopo un presunto affronto subito da uno dei tre. I 300 euro mensili, a vita, sarebbero dovuti servire come risarcimento.

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