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19 Maggio 2021
22:11

Lazio prima regione dove parità salariale tra uomo e donna è legge: basta discriminazioni sul lavoro

La Regione Lazio ha stanziato 7,6 milioni di euro per eliminare definitivamente le differenze retributive tra uomo e donna. Un passo in avanti per combattere le discriminazioni nel mondo del lavoro e che serve a tutelare le donne che, a livello lavorativo, più di tutti hanno subito le conseguenze negative della pandemia da coronavirus.
A cura di Natascia Grbic
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Il Lazio è la prima regione in Italia ad approvare una legge sulla parità retributiva tra i sessi. Lo ha annunciato Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione lavoro e pari opportunità in Consiglio Regionale del Lazio e prima firmataria della legge. Sono 7,6 i milioni che saranno investiti dalla Regione per contrastare il gap salariale tra uomo e donna, un problema purtroppo ancora esistente nel 2021 e piuttosto radicato nel nostro Paese, che la pandemia da coronavirus ha fatto esplodere in tutta la sua drammaticità. "Ho presentato la proposta di legge prima della pandemia, oggi più che mai è urgente approvarla perché la crisi generata dal covid-19 non è stata uguale per tutte e tutti e in particolare le donne, che già soffrono una condizione strutturale di disuguaglianze nel mondo del lavoro, sono state duramente colpite", dichiara Mattia. "Noi oggi mettiamo in campo una serie di proposte per invertire questa tendenza in un percorso che viene da lontano e va lontano per costruire un Women New Deal nel Lazio. Una costellazione impegni seri e concreti al fianco delle donne che vogliono essere strumenti portatori di una visione che accompagna cambiamenti già in atto nella nostra società.  Con questa legge scriviamo una bella pagina per il Lazio e per l’Italia, ma soprattutto per le nostre comunità e le tante donne che hanno dovuto fare un passo indietro, nel lavoro e non".

Bonafoni: "Avanzamento delle donne è avanzamento società"

A esprimere soddisfazione per la legge sulla parità salariale anche la consigliera regionale Marta Bonafoni. "Noi con questa legge cerchiamo di mandare più di un segnale. Per prima cosa si dà attenzione al lavoro culturale e quindi al dialogo con imprese virtuose e con le istituzioni (alcune delle quali devono ancora macinare chilometri su questo tema). Poi: si lega il contrasto alla violenza al tema del lavoro, così come dice la Convenzione di Istanbul, dove il tema dell’autonomia economica delle donne è un caposaldo anche della lotta contro la violenza. Inoltre contiene un doveroso passaggio sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e di condivisione del lavoro familiare e di cura. Questa legge ci fa fare passi in avanti perché emancipa e libera la dimensione affettiva anche degli uomini, restituendogli la capacità di fare i padri fino in fondo". Marta Bonafoni specifica che questa è una legge inclusiva perché riguarda tutti i ceti sociali, le detenute e le donne che vivono nelle case rifugio. "La parità di genere effettiva è necessaria alla tenuta dei Paesi e delle democrazie perché è proprio l’avanzamento delle donne che comporta l’avanzamento della società intera", conclude Bonafoni.

La discriminazione sul lavoro nel Lazio

Ancora oggi le donne sono fortemente discriminate nel mondo del lavoro. E questo problema con la pandemia è venuto drammaticamente alla luce. Nel caso in cui le donne abbiano un contratto – soprattuto se collettivo – il gap retributivo è contenuto. La situazione però cambia drasticamente nel caso le lavoratrici siano libere professioniste. Basti pensare che in questi settori in media una donna guadagna il 45% in meno dei colleghi uomini. Ad esempio, un avvocato uomo nel Lazio guadagna circa 65mila euro all'anno contro i 27mila delle colleghe donne. Stessa cosa per i medici: gli uomini dichiarano un reddito che si aggira sui 52mila euro annui, mentre le donne si fermano a 35mila. Dei 444mila occupati in meno registrati in Italia nel 2020, il 70% è costituito da donne. Drammatici anche i dati Istat riguardo il mese di dicembre 2020: su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne. Anche il Lazio, come tutte le altre regioni italiane, è colpito dal problema dell'occupazione femminile: una donna su due (il 52,1%) non lavora, mentre nell'ultimo anno su 44mila posti persi 33mila sono di donne.

Cosa prevede la legge sulla parità retributiva

La legge sulla parità retributiva approvata dalla Regione Lazio prevede lo stanziamento di 7,6 milioni di euro tra il 2021 e il 2023. Questi saranno per favorire la permanenza e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, la valorizzazione delle loro competenze, la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, la diffusione di una cultura non discriminatoria nelle imprese, e la garanzia di regole per l'equa rappresentanza dei generi negli organi di amministrazione e controllo.

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