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Ladro ucciso dal vigilantes durante una rapina, condannati i due complici di Anton Ciurciumel

Condannati i due complici di Antonio Ciurciumel, il ladro ucciso da un vigilante durante una rapina: a marzo inizia il processo alla guardia giurata.
A cura di Beatrice Tominic
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Anton Ciurciumel.
Anton Ciurciumel.

È passato quasi un anno dalla morte di Anton Ciurciumel, il ladro raggiunto alla testa da colpi di arma da fuoco mentre era in fuga durante una rapina in via Cassia lo scorso 6 febbraio. A sparare Antonio Micarelli, uno dei residenti del condominio nel mirino dei malviventi, di professione guardia giurata, che vedendo fuggire il ladro insieme a due complice ha aperto il fuoco. 

Oltre a Ciurciumel, quella sera, c'erano due complici, Salvatore Di Giovanni di 36 anni e Elvis Radu, di 25, entrambi condannati dal gup che ha accolto le richieste avanzate dal pm Claudio Santangelo: per il primo la condanna è di 6 anni di reclusione, mentre il secondo dovrà scontare tre anni e mezzo qualora diventi definitivo. Nel frattempo, attesa per il 19 marzo, la prima udienza del processo alla guardia giurata che ha sparato, accusata dell'omicidio volontario del rapinatore. 

Condannati i complici di Ciurciumel, il ladro ucciso dalla guardia giurata durante una rapina

Condannati i complici di Anton Ciurciumel, il ladro ucciso con un colpo alla testa durante una rapina in via Cassia. Il gruppo aveva provato a rapinare un'abitazione al primo piano, dove vive da sola una donna anziana. Quando i ladri hanno sentito dei rumori, però, si sono dati alla fuga. È stato in quel momento che Micarelli, appena tornato a casa dal turno di lavoro li ha notati mentre scappavano. Ha estratto la sua pistola e ha sparato.

Uno dei colpi ha raggiunto Ciurciumel alla testa e lo ha ucciso. I complici, invece, sono riusciti a fuggire: sono stati rintracciati soltanto oltre un mese dopo, il 19 marzo, con l'arresto di Di Giovanni e di Radu, trasferiti immediatamente in carcere. Ma oltre a loro avrebbero partecipato al colpo altre due persone: in cinque avrebbero agito come un vero e proprio comando prima di darsi alla fuga.

Al via il processo al vigilante

Nel frattempo per il 19 marzo è previsto il processo al vigilante che ha sparato, accusato dell'omicidio del ladro: la guardia giurata, che ha sempre detto di aver agito per legittima difesa, ha inoltre sostenuto di non aver puntato all'uomo, ma di aver mirato a un'automobile che si trovava parcheggiata nel cortile. L'omicidio sarebbe stato frutto di una tragica coincidenza secondo questa versione: il proiettile avrebbe colpito la macchina e poi sarebbe rimbalzato sull'uomo. Una versione che, però, non viene presa in considerazione dalla Procura i cui consulenti sembrano avere pochi dubbi: "Inverosimile che si sia trattato di un colpo di rimbalzo".

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