La storia della classe che a 40 anni dalla maturità si vede ancora ogni anno: “Da qui sono nati tre matrimoni”

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Un gruppo di studenti della V A.
“Ci siamo visti ogni anno, due volte all’anno. Dalla nostra classe sono nati tre matrimoni, fra cui il mio”: le parole di Gianluca a Fanpage.it al quarantesimo anniversario della maturità della V A.

Come ogni ottobre da 40 anni a questa parte, la V A dell'istituto tecnico Vittorio Bachelet di Roma lo scorso ottobre si è ritrovata a pranzo: una ventina di ex compagni di classe e due professoresse, la docente di Geografia e quella di Tecnica Bancaria. "Sarebbe dovuta venire anche quella di Italiano, ma purtroppo ha avuto un problema di salute e non è riuscita a raggiungerci". A raccontare la loro storia a Fanpage.it è uno di quei compagni di classe, Gianluca, che viene considerato l'organizzatore di questi eventi. "Non abbiamo saltato un anno – spiega – Quella appena trascorsa, però, rappresenta una ricorrenza importante: nel 2026 si celebrano quarant'anni dall'esame di maturità". Quarant'anni dal giorno in cui le vite di quei giovani studenti si sarebbero potute dividere. Ma a dispetto di ciò che spesso accade fra compagni e compagne di classe, invece, il loro rapporto è ancora più stretto.

Il racconto di Gianluca: "Ci siamo visti ogni anno: ormai siamo come una famiglia"

"Siamo consapevoli che mantenere rapporti così stretti fra compagni e compagne di classe a volte possa sembra strano, atipico", spiega Gianluca. La ricetta per fare in modo che queste relazioni durino nel tempo? Volontà, pazienza e impegno. "Come un lungo matrimonio – aggiunge – E non è un caso che proprio da quella classe siano nati tre matrimoni, fra cui il mio". A queste tre coppie, se ne aggiungono altre due sbocciate all'interno della scuola: due persone della classe di Gianluca, infatti, hanno sposato membri di altre classi.

Gli ingredienti per restare in contatto, c'erano tutti. "Sicuramente ha aiutato continuare a vivere tutti nella stessa zona, salvo rare eccezioni. I nostri legami personali hanno fatto la differenza. Inoltre continuiamo a ricevere notizie anche sulle nostre professoresse perché una di loro è imparentata con una nostra compagna di classe". Ma tutto questo non sarebbe bastato senza l'indole del gruppo che è cresciuto anno dopo anno insieme.

La storia della V A del 1986, Gianluca: "Fra loro anche la madrina e il padrino di mia figlia"

"Sicuramente siamo stati anche molto fortunati: abbiamo trovato fra i banchi persona intelligenti, consapevoli della presenza dei nostri difetti ma disposte a guardare oltre. Non abbiamo mai avuto grandi dissapori, ma ciò che abbiamo sempre riscontrato fra compagni e compagne di classe è una grande qualità umana. Se abbiamo mai litigato in questi quarant'anni? Non solo non ne ho ricordo, ma mi chiedo perché avremmo dovuto: non so neanche trovare dei motivi validi", spiega.

"Oltre ai nostri matrimoni, anche in altri casi fra noi sfioriamo quasi la parentela: alcuni sono stati testimoni di nozze degli altri. Nel mio caso, il padrino e la madrina di mia figlia, che oggi ha trent'anni, sono stati proprio due compagni di classe".

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La torta per celebrare i primi 40 anni dalla maturità.

Una vita insieme dopo 40 anni

La classe era formata da poco più di una ventina di persone. "In realtà all'inizio eravamo tre classi diverse. Ho iniziato le superiori in una classe di circa trenta persone. Poi, però, fra rimandati e bocciatura di quel nucleo iniziale siamo rimasti in 13. Quando ci hanno unito agli altri gruppi abbiamo faticato un po' ad andare d'accordo. Il nostro gruppo di ragazzi giocava a calcio contro l'altro ad esempio. E le ragazze facevano lo stesso. Dal terzo al quinto anno, complici anche i viaggi scolastici a Venezia, Verona e in Grecia, invece, abbiamo iniziato a legare di più e a stringere quelle amicizie che oggi hanno compiuto oltre 40 anni".

Compleanni, matrimoni, nascite. Hanno trascorso tutta una vita insieme. "Non sono mancati, però, eventi molto tristi", precisa Gianluca, ricordando un loro compagno di classe che oggi non c'è più. "Aveva una disabilità fisica. Dopo le superiori si era trasferito a Trento. Siamo andati spesso a trovarlo. Fin da quando eravamo ragazzini, la nostra classe non si muoveva senza di lui: prima di organizzare qualsiasi uscita, ci siamo sempre assicurati che lui potesse venire con noi. A vedere il basket e anche quando giocavamo a calcio: faceva il portiere – spiega – All'inizio abbiamo organizzato i pranzi per lui: sapevano di essere probabilmente fra gli amici più cari che aveva. Così due volte l'anno, una volta in primavera e un'altra in ottobre, organizzavamo le nostre rimpatriate. Quando le sue condizioni sono peggiorate, siamo andati a trovarlo più spesso al nord. Poi siamo tornati lì un'ultima volta. Eravamo tutti insieme al suo funerale".

L'amicizia storica della V A: "Non ce lo aspettavamo"

Oggi Gianluca, sua moglie e i loro compagni di classe guardano al passato con gioia e molta tenerezza. "Non ci aspettavamo saremmo diventati così inseparabili, ma è andata molto meglio di quanto potessimo prevedere – conclude poi Gianluca – Ma forse ero io troppo pessimista: anche quando mi sono fidanzato con mia moglie pensavo non saremmo durati più di dieci giorni. E invece siamo ancora qui, con lei come con loro, a un passo dai sessant'anni e ai nostri primi 40 anni dalla maturità".

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