Indagato il sindaco di Sabaudia per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare, chiesto l’arresto per il suo vice

Un'inchiesta giudiziaria rischia di sconvolgere il Comune di Sabaudia, in provincia di Latina. Fra gli indagati per presunte irregolarità nella gara d'appalto che, nella primavera del 2025, ha assegnato la concessione di otto chioschi sulla spiaggia per l'estate seguente c'è anche il sindaco Alberto Mosca. Oltre al primo cittadino, sotto la lente del sostituto procuratore della Procura di Latina, Giuseppe Miliano, ci sono anche il vicesindaco Giovanni Secci e due dirigenti comunali, per cui è stato chiesto l'arresto per "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente"
Nessuna richiesta di misura cautelare per Mosca, che, come gli altri indagati, sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Latina, Giuseppe Cario, il prossimo martedì 20 gennaio.

Indagini sulla gara per la concessione dei chioschi sulla spiaggia
Le indagini, arrivate alle ultime fasi, sono state condotte dai carabinieri forestali e dalla guardia di finanza, che sono entrati in azione a seguito dell'esito della gara che doveva riassegnare le concessioni demaniali di otto chioschi sul tratto più meridionale del litorale pontino. Le precedenti concessioni erano decadute per irregolarità e il Comune di Sabaudia cercava altri operatori privati che potessero garantire i servizi necessari per l'estate del 2025 e oltre.
Ben cinque degli otto chioschi sono stati assegnati a un unica persona, un imprenditore del settore della ristorazione di Latina. Successivamente, però, l'amministrazione comunale ha introdotto dei criteri di pagamento dei canoni di concessione molto rigorosi, tanto che l'assegnatario non è riuscito a pagare in tempo e si è visto revocare le concessioni, che in realtà non era ancora state stipulate.
A quel punto il colpo di scena. Al posto del ristoratore di Latina sono subentrati i concorrenti della gara che non avevano vinto. Questi sono risultati essere parenti dei precedenti assegnatari, a cui la concessione dei chioschi era stata revocata per varie irregolarità. Da qui i sospetti della procura. L'ipotesi è che i vertici della Giunta e i tecnici comunali siano intervenuti per favorire i vecchi gestori attraverso l'escamotage dell'introduzione di stringenti vincoli per il pagamento dei canoni.