Nel Lazio sono state somministrate già quasi 23mila dosi del vaccino Pfizer contro il coronavirus (i dati sono aggiornati al 3 gennaio), circa il 50 per cento delle 45mila dosi già arrivate in regione. La Lombardia a ieri ne aveva somministrate circa 3mila, meno del 4 per cento delle dosi totali a disposizione. L'assessore lombardo Giulio Gallera si è difeso così: "Partirà da lunedì 4 gennaio, secondo la programmazione originaria della direzione generale welfare, la vaccinazione del personale delle Asst, Irccs , Spedalità privata e Rsa. Si prevede una capacità di somministrazione iniziale fino ad un massimo di 10mila dosi al giorno, che potrà essere successivamente incrementata fino a 15mila". La scadenza fissata per tutte le regioni per la ‘fase 1' destinata a personale sanitario e ospiti delle Rsa è la fine del mese di febbraio. Entro questa data dovrà essere stata somministrata anche la dose di richiamo (si effettua dopo 21 giorni dalla prima).

D'Amato contro Gallera: "Nel Lazio ferie medici non costituiscono un problema"

L'assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, ha risposto a Gallera spiegando in un'intervista a La Stampa: "Non è mia intenzione polemizzare con l'assessore Gallera, ma nel Lazio le ferie dei medici non costituiscono un problema. Perché da noi si lavora 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. È così ormai dal 29 gennaio scorso, quando ricoverammo i primi pazienti in Italia, la coppia di cinesi in vacanza nel nostro Paese". Il Lazio è a 23mila vaccinati perché "non abbiamo sprecato neppure un minuto. Per questo motivo siamo la prima regione d'Italia per quanto concerne il numero di vaccini anti coronavirus. E lo vorrei ricordare anche all'europarlamentare leghista Angelo Ciocca, secondo il quale la distribuzione delle fiale sarebbe dovuta essere fatta su base economica territoriale, privilegiando la Lombardia perché ‘se si ammala un lombardo vale di più anche perché un imprenditore lombardo paga più tasse di un cittadino laziale'. Direi proprio che abbiamo sfatato questo mito, perché la Lombardia, all'opposto di noi, è il fanalino di coda nel piano vaccinazione. Mi auguro che il commissario Arcuri, quando verrà stabilita la distribuzione della seconda tranche del vaccino, consideri che forse a noi ne dovrebbero dare di più. I vaccini non devono rimanere nel freezer".

Come procederanno le vaccinazioni anti Covid nel Lazio

Nel Lazio, ha spiegato D'Amato, il vaccino verrà somministrato da 4.500 operatori sanitari, tra medici e infermieri, e 1.500 farmacisti. Attualmente sono in funzione 20 ospedali hub che si occupano dello stoccaggio e della somministrazione delle dosi e 60 ospedali che si occupano della somministrazione. In più ci sono 200 operatori mobili che dovranno vaccinare prima gli ospiti delle Rsa e poi gli ultra ottantenni a domicilio. Il piano verrà ultimato entro l'estate, ha promesso D'Amato, e l'obiettivo è quello di vaccinare circa il 75 per cento della popolazione, cioè circa 4milioni di cittadini. Subito dopo la ‘fase 1', toccherà agli ultraottantenni, che nel Lazio sono 179mila, e poi alle altre fasce di età. "Procederemo alla convocazione attraverso call center, social media, App telefoniche", ha dichiarato D'Amato.

Quante vaccinazioni al giorno servono per raggiungere l'obiettivo

Per vaccinare circa 4 milioni di cittadini del Lazio entro il 30 settembre bisognerebbe somministrare circa 15mila dosi al giorno (che vanno moltiplicate per due, visto che c'è anche la dose di richiamo). In sostanza, lavorando anche la domenica, a pieno regime i centri vaccinali del Lazio, per raggiungere l'obiettivo, dovrebbero somministrare circa 30mila dosi al giorno.