"Tutto è successo pochi minuti prima in chat, quando nella nostra stanza si è introdotto uno sconosciuto e ha iniziato a insultare i miei amici. Loro volevano capire i motivi degli insulti e per chiarire si sono dati appuntamento sullo stradone di via Gismondi. Loro avevano altre intenzioni, io volevo farli ragionare, così mi hanno chiesto di spostarci nei vicini garage per parlare. È lì che mi hanno teso la trappola: il tempo di scendere e mi sono trovato di fronte altri tre ragazzi che erano già giù. Appena sono arrivato mi hanno colpito e poi sono scappati". Niccolò è il ragazzo di 18 anni accoltellato da un coetaneo domenica pomeriggio nei giardini pubblici di via Gismondi. Tramite la sua legale, Anna Maria Anselmi, ha raccontato a Il Messaggero quanto accaduto l'altro ieri a Fiumicino, che ha portato la Polizia di Stato a denunciare un 18enne per tentato omicidio e a indagare dieci giovani per rissa aggravata. Il giovane sostiene di essere stato vittima di un'imboscata e di aver voluto difendere i suoi amici più piccoli: "Sarei potuto finire come Willy".

"Volevo solo chiarire, sono stato aggredito"

Una banale discussione su Houseparty, l'appuntamento ai giardini pubblici di Fiumicino e la rissa, con le coltellate che hanno ferito Niccolò, fortunatamente non in modo fatale. Per gli inquirenti c'era però la seria possibilità che quei fendenti potessero uccidere: secondo la polizia, inoltre, quel gesto è stato premeditato dato che il 18enne si è presentato all'incontro con un coltello. Sul posto gli agenti hanno ritrovato anche un manganello in plastica e metallo, usato sempre nella rissa. Niccolò è stato subito soccorso e trasportato all'ospedale Grassi di Ostia: le sue ferite guariranno in dodici giorni. Secondo quanto riportato da Niccolò il suo aggressore – che non aveva mai visto prima – ha tirato subito fuori il coltello per fargli del male. "Mi hanno teso una trappola. Erano tre contro uno. Poteva davvero finire male mi sento fortunato per questo, volevamo solo chiarire e sono stato aggredito. Un vero agguato, inaspettato. Il nostro intento non era quello di litigare, non abbiamo mai fatto a botte con nessuno. Avevo anche i vestiti nuovi: la maglia, i jeans e le scarpe acquistate da poco. Chi andrebbe a fare a botte, vestito di tutto punto?".

Sequestrati cellulari: si cercano i video della rissa

Subito dopo l'aggressione, il 18enne è fuggito in macchina insieme a un amico. Le testimonianze delle persone presenti sul posto hanno portato a identificarlo subito dopo, lui e altre dieci persone che hanno partecipato alla rissa. Il giovane è stato denunciato per tentato omicidio, gli altri (tra cui tre minorenni) dovranno rispondere di rissa aggravata. Nessuno ha fornito finora elementi utili alle indagini, e il movente di quella spedizione punitiva è ancora sconosciuto. Per questo gli agenti della Polizia di Stato hanno sequestrato alcuni cellulari, per controllare sia quanto avvenuto su Houseparty, sia per vedere se sono stati girati video dell'aggressione.