I manifesti anti abortisti questa volta strumentalizzano Pasolini

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L’associazione ultra cattolica Pro Vita questa vota ha deciso di strumentalizzare lo scrittore Pier Paolo Pasolini per la sua campagna contro le donne: i manifesti sono stati sanzionati.

Ancora una volta l'associazione Pro Vita & Famiglia si scaglia contro l'aborto. Dopo la rimozione dei suoi manifesti da parte del Comune di Roma, l'onlus di Toni Brandi ci riprova, strumentalizzando il centenario di Pier Paolo Pasolini e le parole contro l'aborto pronunciate dallo scrittore in un'intervista a Il Corriere della Sera nel 1975. I manifesti, comparsi nella capitale, sono stati subito sanzionati con della vernice rossa e scritte in favore dell'autodeterminazione delle donne, contro cui Pro Vita da sempre si scaglia.

La denuncia di Sparwasser

"Ancora una volta non siamo assolutamente dispostə a tollerare la violenza della propaganda antiabortista perpetrata sui nostri corpi e sulle nostre vite, e non permetteremo che trovi spazio nel nostro quartiere, nelle strade che attraversiamo ogni giorno e che vogliamo rendere sicure – scrive in un post il circolo Arci Sparwasser al Pigneto, che per primo ha denunciato la presenza di questi manifesti, invitando le persone a segnalarne la presenza – nella città dove viviamo quotidianamente soprusi, molestie e violenze, continueremo la nostra lotta per l’autodeterminazione che passa anche dal sanzionamento di manifesti che inneggiano alla sottomissione".

I legami con l'estrema destra

Questa di Pro Vita, associazione ultra cattolica, non è la prima campagna contro il diritto delle donne ad abortire. Tra gli organizzatori della Marcia per la Vita, la onlus si definisce "apolitica e apartitica", anche se noti sono i legami con l'estrema destra, tra cui Roberto Fiore. Toni Brandi, il presidente di Pro Vita, ha sempre dichiarato di essere solo molto amico di Fiore – arrestato lo scorso anno per l'assalto alla sede della Cgil – leader di Forza Nuova, e grande sostenitore della onlus.

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