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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma

Hjorth scrive a vedova Cerciello: “Non ho fatto nulla, come si può accettare che io sia in carcere?”

Sono state pubblicate alcune lettere scritte da Gabriel Natale Hjorth, il ragazzo americano condannato insieme all’amico Finnegan Lee Elder per l’omicidio di Mario Cerciello Rega.
A cura di Natascia Grbic
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"Signora, mi dispiace moltissimo per il suo dolore, ma se uno mi guarda negli occhi, senza voglia di vendetta cieca, e ha ascoltato con il cuore puro la logica dei fatti e le prove, come può accettare che io sia qui? Non sono perfetto ma non sono nemmeno un killer". Questo uno stralcio della lettera contenuta nel libro di Fabrizio Berruti, ‘Gabriel. Non ho ucciso nessuno'. Le parole del ragazzo, arrestato a Roma il 27 luglio del 2019, con l'accusa di aver ucciso il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, sono riportate da Il Corriere della Sera.

Gabriel Natale Hjorth è stato condannato in appello a ventidue anni di carcere. Finnegan Lee Elder, colui che ha sferrato materialmente le coltellate, ha ricevuto una pena a ventiquattro anni di reclusione. In primo grado il giudice aveva inflitto l'ergastolo con isolamento diurno. Il 15 marzo è attesa la decisione della Cassazione, che deciderà se confermare la sentenza di appello o meno.

La notte tra il 25 e il 26 luglio Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder erano in cerca di cocaina per le strade di Roma. A Trastevere hanno incontrato Sergio Brugiatelli, l'uomo che li ha portati da un pusher per comprare la droga. Le cose però non sono andate come previsto: le forze dell'ordine hanno interrotto la trattativa, e i ragazzi sono scappati, prendendo il borsello di Brugiatelli, che si è rivolto poi ai carabinieri.

Natale ed Elder hanno chiamato Brugiatelli, dicendogli che se rivoleva la sua borsa gli avrebbe dovuto portare della cocaina e cento euro. Si sono dati appuntamento in una strada presso l'Hotel Le Meridien, dove i due ragazzi alloggiavano, e sono usciti nella notte per incontrarlo. Nella felpa, Elder aveva nascosto un coltello. All'appuntamento non hanno trovato Sergio Brugiatelli, ma i carabinieri Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale. I due ragazzi hanno ingaggiato con loro una colluttazione, durante la quale Elder ha colpito Cerciello con undici coltellate. Entrambi hanno dichiarato che non si erano identificati e che credevano fossero due spacciatori. I giudici di primo e secondo grado però non gli hanno creduto, e li hanno condannati. Il 15 marzo, la parola definitiva della Cassazione.

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