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Fugge dal creditore per un debito, cade dal terrazzo e muore: arrestato l’uomo che lo inseguiva

Adriano Gneo è morto a Roma il 2 luglio 2025 dopo essersi lanciato dal terrazzo mentre fuggiva da un’aggressione. Arrestato il creditore che lo picchiò e gli sparò con una pistola da softair.
A cura di Francesco Esposito
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Adriano Gneo, morto dopo essere precipitato da un terrazzo a Roma
Adriano Gneo, morto dopo essere precipitato da un terrazzo a Roma

Voleva riavere indietro i soldi prestati. Ma la richiesta di restituzione di un debito da circa 80mila euro si è trasformata in un'aggressione e poi in una tragedia con la morte di Adriano Gneo, caduto dal terrazzo della palazzina dove abitava in zona Grotta Celoni a Roma nel luglio 2025. Dopo sette mesi Pierpaolo Russo, 49 anni, romano e conoscente della vittima, è stato arrestato e portato in carcere, dove attenderà i domiciliari con braccialetto elettronico con l'accusa di omicidio preterintenzionale ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Secondo l'accusa, Russo avrebbe picchiato e sparato con una pistola softair contro il suo debitore, che nel tentativo di fuggire si è lanciato dal terrazzo di casa morendo dopo l'impatto.

Adriano Gneo, precipitato dal terrazzo mentre era inseguito da un creditore

Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla polizia, al termine di un'indagine coordinata dalla procura di Roma e condotta dalla Squadra Mobile. I fatti risalgono al 2 luglio 2025, quando l'indagato si sarebbe presentato nell'abitazione della vittima per chiedere la restituzione di una parte del denaro che gli aveva prestato.

La vicenda nascerebbe da un prestito concesso su base fiduciaria. L'uomo posto ai domiciliari avrebbe trasferito a Gneo circa 80mila euro, soldi che quest'ultimo – descritta dagli inquirenti come una persona con problemi legati al gioco – si era impegnato a restituire. Il piano di rientro però non avrebbe funzionato. Alcuni bonifici da circa 5mila euro risultavano effettuati ma venivano poi annullati, facendo di fatto sparire i pagamenti. Alla fine, secondo la ricostruzione degli investigatori, il debito reale rimasto da saldare era di circa 60mila euro.

Gli avrebbe sparato con una pistola da softair

I rapporti tra i due si sarebbero deteriorati progressivamente fino al giorno dell'aggressione. Il quarantanovenne avrebbe raggiunto Adriano Gneo a casa sua per pretendere il pagamento. Durante il confronto la situazione sarebbe degenerata: Russo avrebbe iniziato a minacciarlo e a colpirlo, arrivando anche a sparare diversi colpi con una pistola da softair. Violenze e minacce che avrebbero spinto il debitore a fuggire fino a raggiungere il terrazzo dell'edificio in cui abitava e da lì si sarebbe lanciato nel vuoto, morendo dopo l'impatto al suolo.

Le indagini, avviate subito dopo i fatti del luglio 2025, hanno cercato di ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto. Gli specialisti della Polizia Scientifica hanno eseguito accertamenti balistici che hanno permesso di individuare la traiettoria dei pallini sparati dalla pistola softair, confermando che i colpi sarebbero stati esplosi mentre la vittima cercava di raggiungere il terrazzo.

Pierpaolo Russo agli arresti domiciliari

A rafforzare il quadro raccolto dagli investigatori ci sono poi altri elementi emersi nel corso delle attività tecniche svolte dalla Squadra Mobile nelle ore successive all'episodio. Tutti elementi che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma a disporre per il quarantanovenne la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L'accusa è quella di omicidio preterintenzionale – cioè la morte causata da un'aggressione senza l'intenzione di uccidere – oltre al reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, contestato quando qualcuno tenta di farsi giustizia da solo invece di rivolgersi alla legge.

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