Filma di nascosto le clienti della palestra mentre fanno la doccia: 144 vittime, molte sono minori

Rinvio a giudizio è la richiesta avanzata dalla pubblico ministero Antonella Pandolfi nei confronti di un uomo di sessant'anni, romano. Tra i gestori di un centro sportivo del quartiere Appio a Roma, spiava le donne mentre si facevano la doccia e csi ambiavano negli spogliatoi, le riprendeva e condivideva i video con un dipendente. Le indagini sono concluse, è accusato d'interferenze illecite nella vita privata e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Sono circa 144 le clienti vittime degli abusi, tra quali anche ragazze minorenni.
"Le mie assistite come tutte le altre persone offese, hanno subito un’intrusione intollerabile nella loro sfera più intima, attraverso modalità subdole e particolarmente invasive, che amplificano la portata offensiva del fatto" ha commentato a La Repubblica l'avvocato che difende due delle vittime, Pasqualino Ferrante. Le ragazze si costituiranno parte civile nel processo.
La telecamera nascosta in un orologio a muro
Le indagini sono partite dalla denuncia di una ragazza, che ha scoperto una telecamera nascosta nello spogliatoio spostando un orologio. Si è insopettita e lo ha raccontato alle forze dell'ordine. Gli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma con il procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, hanno avviato un'indagine per vederci chiaro.
Il sessantenne da un po' di tempo era entrato a far parte della gestione dell'impianto, un noto centro sportivo in zona Appia. Secondo quanto ricostruito finora gli abusi sarebbero cominciati a partire da novembre 2022 e sono andati avanti per alcuni mesi. L'uomo avrebbe installato una telecamera spia con Micro SD Card che si camuffava con l'orologio a muro. La telcamera nascosta si trovava nello spogliatoio femminile, dove decine e decine di clienti abitualmente si cambiavano e facevano la doccia.
Le immagini riprese all'insaputa delle clienti venivano poi condivise con un dipendente. Le clienti riprese sono 144, donne di ogni età, tra le quali anche molte minorenni. Dovrà rispondere di d'interferenze illecite nella vita privata e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.