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Femminicidio Federica Torzullo

Federica Torzullo maltrattata e vessata per anni prima di essere uccisa: la nuova pista su Claudio Carlomagno

La procura indaga su possibili maltrattamenti prima del femminicidio di Federica Torzullo. Accertarli sarebbe decisivo per l’accusa e la premeditazione.
A cura di Francesco Esposito
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Federica Torzullo.
Federica Torzullo.
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Prima del femminicidio ci potrebbero essere stati maltrattamenti, sia fisici che psicologici, da parte di Claudio Carlomagno contro l'ex moglie Federica Torzullo, uccisa la mattina del 9 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. L'inchiesta della procura di Civitavecchia punta a ricostruire anche il contesto in cui si è dato il delitto confessato dall'uomo dopo il ritrovamento del cadavere dieci giorni dopo. Secondo quanto emerso dalle indagini di magistrati e carabinieri, la relazione fra i due era fatta di sopraffazione, ricatto e controllo. Tutte cose da cui Federica Torzullo voleva fuggire.

La fine della relazione fra Federica Torzullo e Claudio Carlomagno

Ne sarebbe dovuta uscire presto. Il giorno dopo l'omicidio la donna sarebbe andata in Basilicata per un evento familiare, dopodiché si sarebbe trasferita dai genitori. Una profonda crisi fra i due si era aperta nel 2019 e da almeno due anni conducevano una vita separata pur restando sotto lo stesso tetto. Una scelta presa per non destabilizzare il figlio, di quasi dieci anni, e rendere più facile la sua organizzazione di vita. Per lo stesso motivo, di recente la donna di 41 anni aveva deciso che lei e Carlomagno si sarebbero alternati a vivere nelle villetta di via Costantino 9.

Torzullo era da tempo insofferente all'immobilismo del marito del affrontare la realtà, ovvero la fine della loro relazione. Dal 2022, inoltre, lei frequentava un'altro uomo, residente nelle Marche. Gli ultimi anni sono stati descritti dalla sorella, nel corso della cerimonia funebre di sabato 7 febbraio, come un periodo "buio" per la 41enne, ingegnera gestionale dipendente di Poste italiane. Un periodo che doveva finire presto: il 12 gennaio aveva un appuntamento con l'avvocato per accelerare la pratica del divorzio.

Ipotesi di maltrattamenti

Ricostruire i tempi e lo stato della relazione prima del delitto potrebbe essere decisivo in visto del processo che si aprirà. Evidenze di maltrattamenti precedenti, infatti, sono necessari per la formulazione dell'accusa di femminicidio. Inoltre potrebbero avvalorare la tesi ribadita più volte dal procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori, ovvero che l'assassinio, con ventitré coltellate, non sia un dolo d'impeto, ma frutto di una premeditazione.

Nella sua confessione, Claudio Carlomagno ha riferito di aver ucciso l'ex moglie dopo aver iniziato a litigare appena svegli, alle 6.30. Ha anche detto di averlo fatto perché temeva che, con il divorzio, Federica Torzullo non gli avrebbe più fatto vedere il figlio. Una tesi negata dai parenti della donna e che non convince i pubblici ministeri.

Quando Carlomagno minacciava il cliente: "Vengo con la ruspa"

A indirizzare gli inquirenti verso l'ipotesi di maltrattamenti, su cui ancora non risultano evidenze, ci sarebbero poi degli episodi specifici. A partire da alcuni messaggi audio con tono minaccioso rivolti da Carlomagno alla donna: "Da stasera vedi come ti devi confrontare con me, perché visto che fino adesso come dici te calma apparente, io non la mantengo più". Inoltre, con lo stesso tono si era rivolto verso alcuni clienti inadempienti: "Trova questi soldi, siamo arrivati proprio al culmine. Altrimenti sai quando passava Nerone, che non c'era più niente per terra, ecco come ti faccio. E non è una minaccia, lo faccio per davvero stavolta". O ancora: "Non do fuoco, vengo con la ruspa".

Le indagini della procura proseguono. Intanto, il tribunale dei minori di Roma ha stabilito che Carlomagno non potrà avere alcun tipo di contatto con il figlio per il momento. I giudici hanno ritenuto che, alla luce di quanto fatto e confessato dall'uomo, permettergli di avvicinarsi al figlio non sarebbe stato nell'interesse del piccolo.

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