Famiglia uccisa sulla Collatina, l’auto noleggiata dai ladri senza patente: indagini in corso

Apparteneva alla società Kinto Italia la Toyota Yaris che la sera di domenica 22 febbraio a Roma si è schiantata contro una Fiat Punto mentre fuggiva dalla polizia uccidendo una famiglia: Giovanni Battisti Ardovini di 70 anni, la moglie Patrizia Capraro di 64 e il figlio Alessio di 41. Il gruppo, referente a una multinazionale, ha sede alla Magliana, ma il veicolo sarebbe stato noleggiato da una ditta più piccola, che a sua volta l'ha subaffittata a Julian Romero, ventiquattrenne proveniente dall'Argentina.
Auto noleggiata senza avere la patente: indagini sul contratto
Le indagini della polizia, coordinate dalla procura di Roma, puntano a capire come sia stato redatto il contratto: l'uomo, che guidava l'auto a 150 chilometri orari procedendo a zig zag per provare a sfuggire alle volanti, non ha una regolare patente. Come lui anche il diciannovenne cubano Alver Suniga e il cileno Ignacio Marcelo Ancacura Vasquez, 27 anni, gli altri due componenti della banda ora in arresto per omicidio volontario con dolo eventuale, resistenza a pubblico ufficiale e porto di arnesi da scasso, trovate nella vettura dopo lo schianto.
L'impatto su via Collatina a Roma
Stavano scappando dalla polizia dopo non essersi fermati per un controllo in zona Quarticciolo, periferia est di Roma. Dopo un inseguimento di circa 8 chilometri, la Yaris guidata da Romero ha invaso la corsia opposta su via Collatina, all'altezza del civico 661. Qui ha travolto in pieno la Punto di Giovanni Battista Ardovini. L'impatto violentissimo è stato ripreso in video dalla dashcam dell'auto della polizia che ha registrato un quarto d'ora di inseguimento. Per la famiglia non c'è stato niente da fare: madre e padre sono morti sul colpo, il figlio, seduto sui sedili posteriori, è deceduto poco dopo l'incidente al Policlinico Umberto I.
I genitori erano andati a prendere al lavoro il figlio: dopo aver affrontato un tumore, lo accompagnavano e lo andavano a riprendere dal turno al McDonald's del centro commerciale di Roma Est, dove lavorava Alessio.