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Evade dai domiciliari e rapina due banche in poche ore: i direttori minacciati con un taglierino

Il rapinatore è uomo di 55 anni, evaso dagli arresti domiciliari a L’Aquila. In passato, tra l’altro, aveva già commesso altre rapine in zona.
A cura di Enrico Tata
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Evade dai domiciliari in Abruzzo, arriva nei dintorni di Roma e mette a segno due rapine in altrettante banche, una a Manziana e una ad Anguillara Sabazia, che si trovano a pochi chilometri l'una dall'altra. Oltre 8mila euro, il bottino del rapinatore. Lo scorso 6 aprile l'uomo è entrato nella banca di Manziana e, con la scusa di aprire un conto corrente, è riuscito ad entrare nell'ufficio del direttore. Gli ha puntato un taglierino alla gola e ha costretto la cassiera a consegnargli il contenuto della cassa automatica, circa 2.500 euro. Poi è scappato a bordo della sua automobile, parcheggiata poco lontano.

Due giorni dopo, l'8 aprile, è andato in un istituto bancario di Anguillara e ha messo in atto la stessa tecnica: si è avvicinato al direttore e lo ha minacciato con il taglierino. In questo caso è riuscito a farsi consegnare il contenuto di due casse automatiche per un totale di 5mila euro. In più ha minacciato anche un cliente che stava versando dei contanti e si è fatto consegnare 700 euro.

I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Bracciano, in collaborazione con i colleghi di Manziana e Anguillara Sabazia, hanno analizzato attentamente le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza delle due banche e sono riusciti ad identificare il rapinatore. Si tratta di un uomo di 55 anni, evaso dagli arresti domiciliari a L'Aquila. In passato, tra l'altro, aveva già commesso altre rapine in zona. Il giorno precedente il primo colpo, aveva effettuato un sopralluogo davanti alla banca: era vestito con abiti eleganti ed era riuscito a conquistarsi la fiducia del direttore della filiale, fermamente convinto che si trattasse di un facoltoso cliente. I carabinieri hanno fermato il 55enne mentre viaggiava a bordo della sua automobile a Ladispoli, hanno perquisito la sua abitazione e all'interno hanno trovato i vestiti utilizzati per le rapine, il taglierino con cui aveva minacciato i direttori e parte del denaro rubato. È stato infine accompagnato presso il carcere di Civitavecchia.

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