Estate al mare a Ostia: pagano ombrelloni e lettini per l’intera stagione, ma lo stabilimento viene chiuso

"Abbiamo pagato ombrellone e lettini per tutta la stagione. Ma allo stabilimento non è stata rinnovata la concessione: ci troviamo senza soldi e senza servizi". Questo è quanto da giorni stanno lamentando diversi clienti dello stabilimento Bagni Vittoria di Ostia, dove lo scorso 14 maggio gli agenti della polizia locale di Roma Capitale hanno messo i sigilli. Lo stabilimento era privo di valida concessione demaniale eppure risultava essere in attività. Così, dopo aver effettuato delle verifiche, si è proceduto al sequestro probatorio di iniziativa della struttura.
Moltissimi i clienti affezionati che, come ogni anno, prima dell'inizio della stagione avevano già prenotato la propria postazione al lido di Ostia e, all'improvviso, hanno scoperto che dovranno rinunciarvi. Un fulmine a ciel sereno? Non per tutti. Sembra, infatti, che il copione sia sempre lo stesso: una situazione simile sarebbe avvenuta già lo scorso anno e avrebbe riguardato più stabilimenti.
Pagano lettini e ombrellone, ma la concessione dello stabilimento è scaduta
Prezzi da migliaia di euro per un'intera stagione di mare, da maggio a ottobre. "Sono moltissime le persone che hanno pagato e che ora dovranno rinunciare alla loro estate sulla spiaggia di Ostia – spiega a Fanpage.it l'avvocato Guido Pascucci – Dopo le lamentele arrivate nel gruppo di quartiere (Ostia Informa, ndr) mi ha contatto quasi una sessantina di persone chiedendo di essere seguite legalmente per chiedere un risarcimento".
Lo stabilimento rischiava la chiusura già da un paio di anni, ma ogni volta la concessione è stata prorogata, facendo ben sperare gli ignari avventori. Nel frattempo dallo stabilimento avrebbero già assicurato il risarcimento a tutti i clienti non appena possibile.
Una possibilità che il legale vede piuttosto distante dalla realtà. "Alcuni clienti hanno già versato in anticipo somme notevoli per ottenere sconti anche da quattro o cinque mesi. C'è chi ha pagato con il pos, ma anche chi lo ha fatto in contante. Anche per questo credo che la gran parte delle somme versate non sarà restituita. Il recupero, in questi casi, è sempre complicato: non esiste un fondo che tuteli i cittadini. Qualche possibilità in più può arrivare per chi ha richiesto la fattura dal fondo vittime da parte del Ministero del Turismo e del Demanio, ma riguarda soltanto le piccole e medie imprese o i professionisti".
I precedenti degli anni scorsi
Non è la prima volta che a Ostia si verifica una situazione simile. "Ogni anno succede qualcosa di simile, con stabilimenti diversi", sottolinea ancora Pascucci. Anche fra le lamentele del gruppo sono in molti a ricordare la propria esperienza passata con altri stabilimenti. Le loro parole, però, non sembrano essere rassicuranti visto che, in un modo o nell'altro, nessuno sarebbe riuscito a ottenere un valido risarcimento. "Affittavo la cabina a Ostia da quando ero una ragazzina. Dopo quello che mi è successo lo scorso anno vado in altre spiagge", racconta rammaricata un'utente.
Estate al mare a Ostia, il consigliere Biondo: "Più spiagge libere e maggiore controllo"
“La risposta per governare il mercato dei lidi è abituare la popolazione a un altro modo di vivere il mare non può essere soltanto creare alternative agli stabilimenti esistenti – spiega a Fanpage.it il consigliere del X Municipio Raffaele Biondo – Deve essere, prima di tutto, far rispettare le regole già scritte: divieto di recinzioni, trasparenza reale sui prezzi, non solo quelli giornalieri esposti al pubblico, ma anche quelli annuali, perché sappiamo bene che si chiedono anticipi in nero già a febbraio, per poi dichiarare incassi inferiori a quelli reali". Tutto questo per bloccare un'estate al mare in una spiaggia attrezzata.
"C’è un punto a monte su cui dobbiamo iniziare a riflettere: il mare è un bene naturale, non solo un’opportunità turistica o di profitto privato come un’altra. Avere per cinque mesi l’anno quella che è di fatto una proprietà privata, spesso utilizzata solo nei weekend, per farsi una doccia e lasciare le scarpe, non è ammissibile. Provate a immaginare lo stesso modello applicato alla montagna: prenotare un pezzo di bosco per tutta la stagione, e usarlo due giorni a settimana. I comuni montani insorgerebbero giustamente".
Nel frattempo il 18 giugno scorso, dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura è emersa la necessità di creare un nucleo speciale degli agenti della polizia locale di Roma Capitale a controllo degli stabilimenti dismessi.
"Serve più controllo, non più deroghe. Se continuiamo a tutelare sempre e solo la stessa categoria, non attiriamo nuovi imprenditori, li allontaniamo – aggiunge Biondo, prima di concludere – Qualcuno mi dica un altro settore che può permettersi di restare operativo cinque mesi l’anno e tenere tutti i servizi chiusi per i restanti sette. Qualunque attività commerciale fallirebbe. E poi si dice che chiudere d’estate lascerebbe a casa i lavoratori: e gli altri sette mesi, chi li tutela?"