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Enrico Michetti condanna le sanzioni alla Russia: “Il cetriolo resta sempre all’ortolano”

Enrico Michetti condanna le sanzioni alla Russia con la metafora del cetriolo e dell’ortolano: “Soldi e sacrifici in fumo, ci autosanzioniamo!”
A cura di Beatrice Tominic
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In questi giorni sono molte le opinioni espresse da uomini e donne che si occupano di politica e non solo. Fra questi, pubblicando un post su Facebook, anche Enrico Michetti è tornato a parlare dopo un periodo di lungo silenzio. Il candidato a sindaco di Roma sconfitto durante le scorse elezioni, ha deciso di dichiarare il suo pensiero sulla guerra in Ucraina: "I potenti del mondo fanno la guerra, ma il cetriolo resta sempre un pertinenza dell'ortolano", scrive online.

Enrico Michetti sulla guerra in Ucraina: "L'Italia segue sempre il carro"

Michetti si scaglia contro la decisione dei Paesi occidentali di sanzionare la Russia: "È facile dire dobbiamo, dobbiamo, dobbiamo, … che poi è dovete, dovete, dovete – scrive su Facebook – chiedendo ulteriori sacrifici in nome di una presunta libertà che poi, non si perde occasione ogni giorno per calpestare e cercando di creare sensi di colpa a chi già non ce la fa più e magari dovrà continuare a mantenere la famiglia, con le bollette che raddoppieranno ed il lavoro che diminuirà."

In un lungo discorso sul social network ha ripercorso la situazione economica che si trova a vivere il nostro Paese dal suo punto di vista: "L’Italia segue sempre il carro, i nostri rappresentanti ormai rispondono al sistema e non al popolo che li ha votati. È il sistema che decide della loro carriera. Quel sistema che decide chi debba guidare il paese a prescindere dal popolo."

Dopo aver puntato il dito sul sistema politico passa ad analizzare la situazione dello Stato spiega come la pandemia abbia ucciso intere categorie di lavoratori soprattutto quelli senza tutele, come i sussidi di oggi non tengano conto delle generazioni future e come, infine, le multinazionali abbiano fagocitato l'intero mercato italiano: "Il Paese ha lasciato il nostro sistema produttivo agonizzante, senza prospettiva e sempre meno in grado di competere", continua accusando la Direttiva Europea Bolkestein.

Le sanzioni portano ad una catastrofe ecologica

Un'altra ragione per schierarsi contro le sanzioni, inoltre, dovrebbe essere secondo lui quella ambientale:  "Decenni di politiche del nulla ci sbattono dinanzi la cruda realtà di un Paese sprovvisto di infrastrutture per l’approvvigionamento energetico con le bollette che ormai piegano le gambe anche all’ultima parte del Paese che ancora continuava a resistere – scrive poi – Il governo e la sua informazione per anni ci hanno preconizzato una catastrofe ecologica eppure dinanzi alle prime schermaglie si rimangia tutto e propone di riaprire le centrali a carbone!? Le più inquinanti del pianeta. Prima, tutti i giorni Greta Thunberg in tutte le salse e poi, le centrali a carbone. È mai possibile che altri fanno la guerra ed il bersaglio siamo sempre e soltanto noi."

Una situazione già così critica, secondo Michetti potrebbe essere soltanto inasprita dalle sanzioni alla Russia: "Soldi e sacrifici in fumo. Per chi vedeva un po’ di luce sta per arrivare l’ennesima legnata. Ci autosanzioniamo! – aggiunge – Visto che siamo il Paese occidentale che da sempre aveva i rapporti commerciali più proficui con la Russia, al contrario di altri che non avendo relazioni economiche beneficeranno del nostro disastro per venire a fare shopping, a saldo, di quel che resterà."

L'attacco ai politici

L'attacco ai rappresentanti politici culmina nella parte conclusiva del suo discorso: "È facile pontificare e chiedere ulteriori sacrifici da parlamentare, con ventimila euro al mese in tasca. Tutti i mesi, senza pericoli per il proprio salario e per la propria carriera. – poi arriva il riferimento alla sua decisione di abbandonare il consiglio comunale della capitale dopo la sconfitta alle elezioni – Qualcuno contestava le mie dimissioni dal consiglio comunale di Roma. Avrei fatto volentieri il Sindaco della mia città ma il popolo ha legittimamente deciso diversamente. Una decisione che rispetto tornando a fare quello che faccio da sempre, il mio lavoro."

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