Ad uccidere Emanule Lenzoni, il trentottenne morto dopo una caduta dalla sua moto su via Tiburtina all'altezza di Ponte Mammolo lo scorso lunedì mattina 18 gennaio, non sarebbe stata solo la strada ghiacciata, ma un pirata della strada. Questa l'ipotesi avanzata a seguito dell'autopsia svolta dal medico legale, dai cui risultati è emerso che le ferite e i traumi sulla salma potrebbero essere originati dalla colluttazione con un altro veicolo. A riportare l'esito dell'esame autoptico Il Messaggero, non si esclude che il conducente scappato sia stato alla guida di un mezzo pesante. Uno degli elementi che aveva fatto protendere gli investigatori per questa ipotesi era stata la presenza di una grande quantità di sangue sul manto stradale, proprio nel punto in cui Emanuele secondo i rilievi scientifici è finito riverso sull'asfalto, che mostrerebbe un impatto troppo violento per aver fatto tutto da solo, nonostante le condizioni atmosferiche avverse. Una caduta che lo avrebbe visto perdere il controllo del veicolo a due ruote nei pressi di via Cassino, per poi finire la corsa un centinaio di metri dopo.

Le indagini dei vigili urbani

Sul caso sono in corso le indagini della polizia locale di Roma Capitale, affidate agli agenti del IV Gruppo Tiburtino. I vigili urbani hanno ascoltato i testimoni ed acquisito le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglainza presenti in zona. Eventuali registrazioni potrebbero aver immortalato il passaggio del pirata della strada nella fuga. Nel caso in cui ci fossero conferme del fatto che un altro veicolo sia rimasto coinvolto nel sinistro, sarebbe comunque da ricostruire la dinamica dell'incidente, per risalire alle responsabilità dei due conducenti. Da capire infatti se lo schianto sia avvenuto dopo lo sbandamento della moto, oppure se il presunto stesso mezzo lo abbia travolto, uccidendolo. La salma resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. La sua famiglia di Emanuele ha lanciato un appello, condiviso sui social network, per chiedere a chiunque abbia visto qualcosa, di rivolgersi alle forze dell'ordine.