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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi, l’avvocata Sgrò sulla morte di Baioni: “Chi ha inviato lettere a Pietro fingendosi lui?”

Morto Vittorio Baioni, disse: “Non ero io il carceriere di Emanuela Orlandi a Londra, mai scritto a Pietro”. L’avvocata degli Orlandi: “Occorre approfondire”.
A cura di Beatrice Tominic
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A sinistra Vittorio Baioni, a destra Emanuela Orlandi.
A sinistra Vittorio Baioni, a destra Emanuela Orlandi.
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Era il 23 settembre 2024 quando Pietro Orlandi, ospite in una trasmissione televisiva, faceva il nome di Vittorio Baioni, ex Nar. "Mi ha scritto che mia sorella è rimasta a Londra per almeno 10 anni – ha spiegato il fratello di Emanuela Orlandi, fermamente convinto della cosiddetta pista di Londra e degli elementi che la avvalorano – E mi ha detto che, in un breve periodo in cui si è trovato in Inghilterra, è stato il suo carceriere".

Per queste parole, però, è scattata una querela da parte dello stesso Baioni: "Non sono stato io a contattare Pietro Orlandi: quando ho sentito il mio nome sono caduto dalle nuvole – ha spiegato – In realtà in vita mia non sono neanche mai stato a Londra". Sulla questione Baioni non potrà più difendersi: ha perso la vita due giorni fa in un incidente in moto in Libia.

Il mistero, però, non si risolve. "Baioni ha dichiarato di non essere lui la persona che ha contattato Pietro Orlandi dicendo persino di essere il carceriere di Emanuela – spiega a Fanpage.it Laura Sgrò, l'avvocata della famiglia Orlandi – Ciò non toglie che debba essere verificato per quale motivo qualcuno si sia finto Baioni".

L’avvocata Laura Sgrò.
L’avvocata Laura Sgrò.

L'avvocata Laura Sgrò a Fanpage.it: "Servono approfondimenti"

"Baioni ha dichiarato di non essere lui la persona che ha contattato Pietro Orlandi dicendo persino di essere il carceriere di Emanuela. Ciò non toglie che debba essere verificato per quale motivo qualcuno, fingendosi appunto il Baioni, ha inviato documenti a Pietro Orlandi e ha intrattenuto con lui delle conversazioni sostenendo la presenza di Emanuela Orlandi a Londra".

Secondo quanto ricostruito da una delle molteplici piste prese in considerazione per quanto riguarda la scomparsa di Emanuela Orlandi, infatti, la ragazzina rapita il 22 giugno del 1983 sarebbe stata portata a Londra qualche giorno dopo, secondo quanto dichiarato da un funzionario della Difesa, a bordo di un volo di Stato italiano su richiesta del Vaticano. Questi elementi, però, faticano a trovare conferme tangibili. Eppure, più di una volta e per vie differenti, nel caso di scomparsa di Emanuela Orlandi, si parla dell'Inghilterra.

"Come è noto, Londra è una città che torna più volte nella ricerca di Emanuela, per cui la scelta della città, anche se il narrato fosse un depistaggio, potrebbe non essere casuale. E questo merita certamente un adeguato approfondimento".

Pietro Orlandi.
Pietro Orlandi.

Vittorio Baioni chiamato in commissione bicamerale d'inchiesta

"Sono caduto dalle nuvole". Questo il commento di Vittorio Baioni davanti alla commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. L'uomo, collaboratore di giustizia dopo un'esperienza nei Nar al fianco dell'amico Cristiano Fioravanti, è stato convocato dopo che Pietro Orlandi lo aveva nominato nel corso di una trasmissione televisiva dopo aver ricevuto alcuni messaggi che portavano la sua firma.

"Non ho mai avuto rapporti con la famiglia, non sono mai stato a Londra. E non inviato io queste email – ha spiegato all'inizio del suo intervento davanti ai commissari, presto svoltosi in audizione secretata – Dopo che è stato fatto il mio nome sono andato in Procura per farmi sentire e l'ho querelato", ha aggiunto.

"Questa situazione, ormai da oltre un anno, mi ha molto danneggiato. Sono stato additato come il carceriere di Emanuela, capisco il dolore di Pietro ma avrebbe dovuto svolgere verifiche più approfondite. Il 90% di quelli che chiamano sono mitomani", ha concluso prima di procedere co il resto dell'audizione in modalità secretata.

Vittorio Baioni, foto da Facebook.
Vittorio Baioni, foto da Facebook.
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