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“Ecco come non farsi truffare a Roma”, la guida del Times dopo i due gelati a 44 euro a piazza di Spagna

La denuncia di una turista americana che ha speso 44 euro per due gelati è finita sulla stampa internazionale, e il quotidiano britannico The Times dà i suoi consigli per evitare truffe a Roma.
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Lo scontrino da 44 euro per due gelati, con vari extra, ha fatto il giro delle pagine dei giornali di tutto il mondo, dal New York Post al Guardian. "Ha iniziato ad aggiungere guarnizioni come cannoli e macarons, dando a intendere che fossero gratis", aveva raccontato una turista statunitense in un post su un gruppo social. "È una trappola per turisti", aveva aggiunto. Ed ecco, quindi, che il celebre quotidiano britannico The Times due giorni fa ha pubblicato una guida su come "evitare le truffe" quando si visita la Capitale: dal pesce al ristorante ai taxi, dai parcheggiatori abusivi ai braccialetti ‘regalati' alla Fontana di Trevi.

I consigli del Times su come non farsi truffare a Roma

È il collaboratore da Roma Tom Kington a firmare l'articolo. Il giornalista è partito proprio dalla gelateria nei pressi di piazza di Spagna dove la turista e un'amica hanno ricevuto lo scontrino con battuti due coni maxi dal costo base di 12 euro l'uno (nonostante avessero preso due coppette piccole), più 6 euro totali per l'aggiunta della panna, 6 euro per un macaron e 10 per due cannolini al pistacchio di guarnizione. Un'ordinazione replicata dal reporter, che scrive anche come "l'episodio è stato subito ripreso dalla stampa italiana come l'ennesimo caso di presunta truffa ai danni dei turisti a Roma, una reputazione che risale al Medioevo, quando false reliquie religiose venivano vendute ai pellegrini desiderosi di vederle".

Fra i due e i cinque euro il prezzo consigliato per un cono in base alla posizione. Un altro suggerimento riguarda la panna, che, come i romani sanno bene, è genericamente gratuita in città.

Il prezzo del caffè più alto per i turisti

Si passa poi al caffè, che dovrebbe essere "al vero prezzo italiano di non più di 1,50 euro". Come consiglio, aggiunge Kington, "ordinalo in piedi al bancone di un bar. Sedersi a un tavolo e aspettare il servizio al tavolo insieme agli altri turisti raddoppierà il prezzo". Ma può essere il solo status di viaggiatore a portare a scontrini più salati. Lo stesso giornalista racconta di essersi lamentato del prezzo in un bar  di fiducia vicino Fontana di Trevi, fino a sentirsi rispondere: "Mi dispiace molto, pensavo fosse un turista".

Il pesce al ristorante, taxi e parcheggiatori abusivi

Il reporter sottolinea poi che il prezzo ogni 100 grammi del pesce al ristorante indica la materia prima e non il costo del piatto al peso. Consiglio che per un italiano può sembrare ovvio ma che, evidentemente, per gli abitanti di altri Paesi non lo è. C'è poi il suggerimento di prestare attenzione alle tariffe dei taxi per l'aeroporto, che dovrebbero essere fisse, ai parcheggiatori abusivi che potrebbero "minacciarti di forare le gomme se non paghi". In quest'ultimo caso il consiglio è "fingere di essere un idiota e protestare a gran voce in inglese, dicendo di non avere la minima idea di cosa stia dicendo. Poi allontanarsi velocemente e sperare che la macchina sia ancora lì al proprio ritorno".

Tornando alla Fontana di Trevi, Kington ricorda il grande Totò in Totòtruffa '62, dove il comico napoletano si fingeva il proprietario della fontana per venderla a un turista. In quello che è uno dei monumenti più ammirati della Capitale, si consiglia di stare alla larga dai venditori ambulanti di braccialetti e alle bande dedite al gioco delle tre carte nei vicoli intorno.

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