“Ebreo di m…”, ricercatore della Sapienza aggredito sotto casa: ma non è ebreo

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Benedetto Ligorio denuncia di essere stato insultato con espressioni antisemite e aggredito da due uomini. Il ricercatore della Sapienza studia la storia degli ebrei in Europa.


"Ebreo di m…".
Sarebbe stato insultato così, prima di essere aggredito fisicamente da due uomini, Benedetto Ligorio, ricercatore post-dottorale di Storia moderna alla Sapienza di Roma. L’episodio sarebbe avvenuto nei pressi della sua abitazione, in via Padova, nella zona di piazza Bologna. Ligorio ha sporto denuncia e sul caso stanno lavorando la Digos e gli agenti del commissariato Porta Pia. Il ricercatore non è ebreo e non avrebbe, perciò, avuto nessun elemento esteriore che potesse renderlo riconoscibile, ma la sua attività accademica è dedicata in larga parte proprio alla storia degli ebrei in Europa.

La denuncia della storica Anna Foa: "Aggredito per la sua ricerca"

Secondo quanto denunciato, Ligorio stava tornando verso casa quando sarebbe stato avvicinato da due uomini. Prima gli insulti antisemiti, poi l’aggressione. A sollevare pubblicamente il caso è stata Anna Foa, storica e scrittrice che per anni ha insegnato Storia moderna e Storia degli ebrei alla Sapienza. In un post su Facebook ha sottolineato proprio l’elemento più singolare della vicenda: "Benedetto non è ebreo, ma insegna alla Sapienza corsi prevalentemente di storia degli ebrei in Europa".

Da qui il dubbio su come i due aggressori abbiano potuto identificarlo, peraltro erroneamente, come ebreo. Due settimane fa un turista francese è stato aggredito con calci e spray al peperoncino mentre indossava la kippah, il tipico copricapo della religione ebraica. "Siamo arrivati al punto che si consultano programmi universitari, o ci si informa da studenti che frequentano, per avere informazioni su chi sia o meno ebreo?", si chiede Foa.

La docente ipotizza quindi che il possibile collegamento possa essere proprio con l’attività universitaria di Ligorio, concentrata sulla presenza e la cultura ebraica in Europa fra medioevo ed età moderna. Si tratta, però, di una valutazione che dovrà essere verificata dagli investigatori.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il ricercatore ha raccontato di non aver reagito durante la colluttazione. Oltre all’offesa antisemita, i due avrebbero pronunciato anche un’altra frase: "Non abbiamo paura delle telecamere". Inoltre nel corso dell’aggressione ci sarebbe stato anche un tentativo di sottrargli lo smartphone. I due uomini si sarebbero poi allontanati a piedi. Sul movente, però, al momento non ci sono certezze. Gli investigatori stanno cercando di identificare i responsabili e chiarire perché abbiano scelto proprio Ligorio come bersaglio.

La pista dell’estrema destra

Tra gli aspetti su cui si concentra l’attenzione c’è anche la possibile matrice politica dell’aggressione. Secondo quanto riferito, durante l’episodio non sarebbero stati pronunciati slogan legati alla Palestina.

Foa riporta inoltre che, secondo la percezione della vittima, l’aspetto e l'abbigliamento dei due uomini sarebbe stato più riconducibile ad ambienti dell’estrema destra che a gruppi filopalestinesi. Ligorio è anche un attivista del Partito Socialista Italiano. La stessa storica invita comunque alla prudenza: "Fino a quando gli aggressori non saranno individuati, è difficile definirne con certezza l’appartenenza politica". Anche questa pista dovrà ora essere verificata dalla Digos.

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