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14 Aprile 2021
22:17

Dirigente del Ministero dell’Istruzione tenta il suicidio: è indagata per corruzione

Una dirigente del ministero dell’Istruzione ha tentato di togliersi la vita. Stando a quanto si apprende, la donna, 47 anni, si sarebbe lanciata dal secondo piano di un palazzo in piazza della Libertà a Roma. Era indagata per corruzione in concorso con altre persone nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma in merito a presunte tangenti per affidamenti di appalti da parte del ministero.
A cura di Enrico Tata
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Una dirigente del ministero dell'Istruzione ha tentato di togliersi la vita. Stando a quanto si apprende, la donna, 47 anni, si sarebbe lanciata dal secondo piano di un palazzo in piazza della Libertà a Roma. Probabilmente si trovava all'interno dello studio del suo avvocato. Attualmente è ricoverata in gravissime condizioni al Policlinico Gemelli. È indagata per corruzione in concorso con altre persone nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma in merito a presunte tangenti per affidamenti di appalti da parte del ministero. Ieri il suo appartamento, il suo ufficio e una soffitta di sua proprietà erano stati perquisito dagli uomini della Guardia di Finanza. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, si è detto "profondamente addolorato" e ha espresso tutta la vicinanza, sua e del ministero, alla dirigente e alla sua famiglia.

L'inchiesta sulla dirigente del Miur

Il tentato suicidio è avvenuto alle 17 di oggi. Sul posto è intervenuto il pm Alberto Galanti della procura di Roma, gli agenti della polizia e il personale del 118. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Verità, la dirigente era indagata per corruzione. Secondo quanto emerso dalle indagini, la dipendente del Miur “riceveva indebitamente per l’esercizio delle sue funzioni somme di denaro e utilità per sé o per terzi per complessivi 679.776,65 euro" da Federico Bianchi di Castelbianco, 69 anni, psicoterapeuta romano, editore dell’agenzia Dire. Quest'ultimo avrebbe ottenuto in cambio due affidamenti da poco meno di 40mila euro ciascuno. L'imprenditore ha espresso in una nota "piena fiducia nella magistratura". "C'è stata massima collaborazione con i finanzieri, ai quali è stata fornita la documentazione richiesta in un clima corretto ed educato, che ha consentito anche la continuità del lavoro in azienda. Si sta parlando di due bandi Mepa da 39.000 euro a cui e' stato dato seguito con la realizzazione dei progetti richiesti. La realtà dei fatti sarà accertata".

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