video suggerito
video suggerito

“Daje Papa Leone”, il Pontefice al Quarticciolo tra applausi e appelli contro droga, guerra e degrado

Visita del Papa nel quartiere del Quarticciolo, periferia est di Roma. Messa e incontro con la comunità: “La parrocchia svegli Stato e istituzioni”.
A cura di Francesco Esposito
0 CONDIVISIONI
Papa Leone al Quarticciolo (Vatican Media/Lapresse)
Papa Leone al Quarticciolo (Vatican Media/Lapresse)

"Daje Papa Leone: sei un grande", recita uno degli striscioni appesi tra i palazzi del Quarticciolo per accogliere il Pontefice nel pomeriggio di domenica 1 marzo. Accanto, un più istituzionale "Benvenuto Santo Padre". Applausi, cori, qualche ballo improvvisato all’arrivo del Papa davanti alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, nel cuore di una delle periferie più difficili della Capitale. "Grazie per essere venuti", ha detto Leone XIV prendendo in braccio un bambino tra la folla prima della messa delle 17 e dell’incontro con la comunità locale. Parole di preoccupazione anche per la guerra in Iran.

Papa Leone ai giovani del Quarticciolo: "Rifiutate la droga"

Quella al Quarticciolo è la terza delle cinque comunità della diocesi che il Pontefice sta visitando in vista della Pasqua dopo Ostia e Castro Pretorio. Ma è anche una tappa simbolica. Leone XIV è il terzo Papa a varcare la soglia di questa parrocchia: prima di lui Giovanni XXIII, il 3 marzo 1963, e Giovanni Paolo II, il 3 febbraio 1980. Un ritorno che pesa, in un quartiere inserito tra le otto periferie italiane problematiche dove portare gli strumenti del Decreto Caivano.

Subito dopo l’arrivo, il Papa ha lanciato un appello diretto, soprattutto ai più giovani: "Rifiutiamo ciò che fa male alla salute. Rifiutate la droga, sì alla salute: voi giovani scegliete, eliminiamo dalle strade questi problemi". Parole pronunciate prima dell’incontro con alcune madri di tossicodipendenti e di detenuti, segno di un’attenzione concreta alle ferite sociali del territorio.

Papa Leone al Quarticciolo (Vatican Media/Lapresse)
Papa Leone al Quarticciolo (Vatican Media/Lapresse)

"La parrocchia svegli le autorità"

Leone ha poi invitato la comunità a non chiudersi: "La voce della parrocchia deve svegliare un po' le risposte delle autorità, la Polizia, lo Stato, che molte volte potrebbero fare di più per aiutare a superare i problemi che esistono qui". Una chiamata in causa esplicita delle istituzioni, perché "questa voce che viene da una comunità di fedeli" possa "alzarsi" e generare "cambiamenti importanti per il bene di tutti". L’invito finale è stato a "lavorare insieme", vivendo la fede come testimonianza attiva.

Non è mancato uno sguardo oltre i confini del quartiere. "Sono molto preoccupato per quello che succede nel mondo, specialmente ieri e oggi e non sappiamo per quanti giorni. La guerra di nuovo", ha detto il Papa, chiedendo di essere "annunciatori di pace" e di rifiutare "la tentazione del male", perché "la violenza non è mai la scelta giusta".

Il parroco del Quarticciolo: "Negli ultimi anni un progressivo declino"

La parrocchia del Quarticciolo, costruita nel 1954, serve circa diecimila fedeli. Intorno i lotti di edilizia popolare, nati tra la fine degli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta come insediamenti per famiglie operaie e oggi in gran parte di proprietà dell’Ater. "Il 90% delle famiglie che abita qui vive del proprio lavoro", ha spiegato il parroco, padre Daniele Canali. Accanto a lavoratori, pensionati e anziani, ci sono anche nuclei che "vivono di espedienti, ai margini della legalità".

Il sacerdote racconta un quartiere segnato dal progressivo declino: negozi chiusi, famiglie andate via e non sostituite, la piscina Azzurra 7 abbandonata. "La prostituzione dilaga lungo viale Palmiro Togliatti, mentre all’interno del quartiere è molto attiva una rete di spacciatori locali di droga", ha detto. "Alcune persone della parrocchia sono state aggredite, e io stesso sono stato aggredito due volte". Le porte della chiesa spesso restano chiuse per timore dei furti, e perfino le processioni sono state bersaglio di sputi.

In questo contesto, la visita di Leone XIV assume un valore che va oltre la celebrazione liturgica. È un segnale di presenza in una periferia che chiede ascolto e risposte. Tra uno striscione colorato e un appello contro la droga, il Papa ha provato a tenere insieme le due dimensioni: la festa e la fatica quotidiana di un quartiere che non vuole essere lasciato solo.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views