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Da capi degli Irriducibili a ras della criminalità romana: così Pluto ha raccolto il testimone di Diabolik

Ettore “Pluto” Abramo, storico braccio destro di Fabrizio Piscitelli negli ultras laziali, è stato arrestato a Roma. Dopo la morte dell’amico, ha provato a raccoglierne l’eredità criminale.
A cura di Natascia Grbic
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C’è anche Ettore Abramo tra gli arrestati di questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Roma. Un nome che pesa negli ambienti della mala romana, ma che è noto anche per la sua storica appartenenza al gruppo ultras degli Irriducibili. ‘Pluto’, infatti, è stato il braccio destro di Fabrizio Piscitelli, per anni leader dello storico gruppo di tifosi laziali. E che per anni ha anche occupato un posto di spicco nella criminalità organizzata romana, con l’aiuto e con il benestare dei Senese. Anche se, si vocifera — pur senza alcuna prova concreta a sostegno — che siano stati proprio loro a ordinare l’omicidio di Diabolik, avvenuto il 7 agosto 2019 nel Parco degli Acquedotti a Roma.

A capo del gruppo romano, composto da Daniele Salvatori (detto ‘Bove’), Fabrizio Valerio, Simone Mastroianni, Alessio Erbella, i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi, e a cui ruotano attorno altri personaggi come il pugile Kevin Di Napoli (la cui palestra a Ostia venne data quest’estate alle fiamme), c’è proprio Ettore Abramo. È lui ad aver ordinato il sequestro di Salvatori, ormai completamente fuori controllo, per consegnarlo al clan Di Lauro dopo lo ‘sfregio’ dell’orologio estorto, ed è lui a dirigere tutte le operazioni della banda. Una banda autoctona, arriva nella criminalità organizzata romana, dopo che il gruppo guidato all’epoca da Piscitelli è stato falciato da arresti, sequestri e misure cautelari con l’operazione ‘Grande Raccordo Criminale’, che ha dato un colpo ben assestato alla criminalità romana. Dopo la morte di Diabolik a raccoglierne l’eredità è stato proprio Pluto, seppur con un volume d’affari e un peso criminale decisamente inferiori rispetto all’amico. E sempre il nome di Abramo, infatti, compare anche tra gli arrestati della vecchia inchiesta che portò alla fine del gruppo guidato da Piscitelli.

Abramo proverà in tutti i modi, nel corso di questa vicenda, a recuperare il rapporto con i napoletani, Di Lauro e Senese. “Sto mongoloide ha continuato a far danni”, diceva Pluto alla moglie, parlando di Daniele Salvatori, ormai inarrestabile nella sua scalata verso il declino. E sempre su Pluto vertevano le pressioni dei Di Lauro e dei Senese, che volevano prima l’allontanamento di Salvatori da Roma, e poi ‘la sua testa’. Più di una volta Abramo ha specificato ai napoletani che lui col ‘Bove’ non aveva nulla a che fare, chiedendo un incontro chiarificatore, ma non c’è stato nulla da fare. I Di Lauro hanno preteso la consegna di Salvatori, a garanzia della consegna di 200mila euro. Il sequestro però, non è andato ‘bene’: gli amici hanno attirato Salvatori fuori dalla casa di Bracciano dove si era rifugiato, ma non sono riusciti a consegnarlo per l’intervento della polizia, che lo ha arrestato per altri crimini.

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