Sono oltre 100 in Ama, municipalizzata dei rifiuti di Roma, i casi riconducibili al coronavirus, tra casi accertati e contatti diretti in isolamento. Il sindacato Uil Trasporti indica in un report che tra gli operatori ci sarebbero 58 casi di coronavirus e 55 dipendenti in attesa della risposta del tampone. La zona più colpita sarebbe quella del VI municipio, con 16 positivi. Segue poi quella del III, con 7 casi Covid, e il settore che opera nel IV Municipio, dove in isolamento ci sono 6 dipendenti. Nel X e nell'VIII Municipio sono invece rispettivamente 4 e 3 i contagi accertati di Covid. "Non ci dicono nulla in azienda", racconta a Fanpage.it un operatore. "Abbiamo paura che possa colpire anche noi".

Ama replica: "Non ci sono focolai"

Non si fa attendere la replica della municipalizzata romana. "Non ci sono focolai per Covid 19 tra i lavoratori Ama", risponde l'azienda in una nota. "Ad oggi, su 7.276 dipendenti, i lavoratori che risultano positivi al virus in tutto sono 60, la gran parte dei quali asintomatici, con un'incidenza solo dello 0,82% sul totale".

Polemica sui termoscanner mancanti

Nelle sedi Ama non sarebbero stati ancora installati i termoscanner per rilevare la temperatura ai dipendenti Ama prima del loro ingresso. Per questo il presidente della commissione capitolina Trasparenza, il dem Marco Palumbo, ha depositato un'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi e alla giunta. "Ricordo che in data 26 maggio 2020 l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis con propria determinazione ha autorizzato la fornitura con affidamento diretto di 150 termometri ad infrarossi per un totale di euro 8.250", spiega Palumbo. "A fronte di tale fornitura chiedo di sapere come mai non si procede alla rilevazione della temperatura dei dipendenti".