3.342 CONDIVISIONI
Coronavirus
22 Novembre 2020
8:42

Cardiologia al San Camillo è aperta, il direttore: “Attività rimodulate per Covid ma nessuno stop”

Il reparto di Cardiologia dell’ospedale San Camillo di Roma rimodula le attività ma resta aperto, senza alcuna interruzione del servizio. A chiarirlo il direttore generale Fabrizio d’Alba, che ha spiegato come al momento solo un medico è assente per coronavirus. Magi sottolinea l’importanza di garantire le prestazioni anche ai pazienti non Covid.
A cura di Alessia Rabbai
3.342 CONDIVISIONI
(La Presse)
(La Presse)
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Coronavirus

"Attività rimodulate ma nessuna chiusura all'ospedale San Camillo di Roma, nonostante le difficoltà relative all'emergenza coronavirus, il reparto di Cardiologia resta operativo, senza alcuna interruzione del servizio". A renderlo noto Fabrizio d'Alba, direttore generale del San Camillo: "Ad oggi risulta essere solo uno il cardiologo assente per Covid". L'ospedale ha smentito la notizia diffusa a mezzo stampa di una presunta chiusura di Cardiologia e del rinvio delle operazioni non urgenti. In questa fase dell'emergenza il San Camillo è il punto di riferimento per la Cardiochirurgia degli ospedali romani, intorno al quale ruotano il Policlinico Umberto I e Tor Vergata e dove vengono destinati i pazienti.

Magi: "Bisogna garantire assistenza anche a pazienti non Covid"

All'ospedale San Camillo di Roma a ieri erano ricoverati 130 pazienti Covid e si attende un aumento per le prossime settimane. Una situazione quella che stanno vivendo gli ospedali romani, in continua evoluzione, con la rimodulazione dei posti letto e la richiesta di personale che vada a sostituire o a potenziare quello già in servizio. L'attenzione è alta in vista dell'arrivo dell'influenza stagionale: "Ci troviamo di fronte a un’emergenza nell’emergenza – commenta a Il Messaggero Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma – i numeri sul personale sono quelli che sono ma bisogna dare assistenza anche a chi non rientra nella categoria dei malati Covid o in quella delle urgenza extra virus, perché rischiamo di portare in condizioni acute decine di pazienti cardiopatici. Per quanto riguarda il personale – conclude Magi – si potrebbero aumentare le ore di lavoro da 20 a 38 settimanali agli specialisti – cardiologi compresi – che lavorano negli ambulatori delle Asl".

3.342 CONDIVISIONI
27417 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni