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Chiama il figlio come un poliziotto: aveva salvato la madre dalle violenze del fratello

Dopo un intervento per maltrattamenti in famiglia a Frosinone, un uomo sceglie di chiamare il figlio come l’agente che ha protetto sua madre.
A cura di Francesco Esposito
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Immagine di repertorio
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Quando è diventato padre, ha scelto di chiamare suo figlio come il poliziotto che aveva protetto sua madre dal fratello violento. Tutto nasce da un intervento della Polizia di Stato avvenuto nell’ottobre scorso a Frosinone, nell’ambito di un’indagine per maltrattamenti in famiglia. Su disposizione della Procura, gli agenti avevano eseguito un’ordinanza di allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un uomo residente nel capoluogo, accusato di violenze reiterate contro la madre.

La donna maltratta salvata dalla squadra mobile

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, erano partite dalla denuncia della donna e si erano sviluppate rapidamente attraverso accertamenti mirati, svolti in stretto raccordo con l’autorità giudiziaria. Il quadro emerso aveva portato all’adozione della misura cautelare, ritenuta necessaria per tutelare la vittima.

Un ruolo centrale lo ha avuto la II Sezione della Squadra Mobile, specializzata nei reati contro le persone vulnerabili e nei casi rientranti nel cosiddetto "Codice Rosso". Un intervento che non si è limitato all’aspetto operativo, ma che ha rappresentato anche un sostegno concreto e umano per la donna e per i suoi familiari, in una fase particolarmente delicata.

Il figlio chiamato come il poliziotto che ha salvato la madre

Proprio il figlio della vittima, segnato da quanto accaduto ma anche colpito dall’attenzione e dalla sensibilità dimostrate dagli investigatori, ha deciso di ringraziare in modo simbolico ma duraturo. Alla nascita del suo bambino, ha scelto di dargli il nome di uno degli agenti che avevano seguito il caso: un gesto semplice, ma carico di significato, per ricordare chi ha contribuito a cambiare il destino della sua famiglia.

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